Migranti e politica, il silenzio delle piazze

di Marco Trovato
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La politica migratoria dell’attuale governo non è cambiata. Segue la scia tracciata dall’ex Ministro degli interni, Matteo Salvini (che a sua volta aveva proseguito il lavoro iniziato dal suo predecessore, Marco Minniti.

Proseguono i blocchi navali delle ong, i decreti di espulsione per i cosiddetti “clandestini”, le chiusure dei centri un tempo destinati all’accoglienza dei migranti, gli accordi presi con politici e miliziani libici per tentare di frenare il flusso migratorio. Eppure non vedo manifestazioni e campagne di protesta sui social. Certo, le sardine hanno riempito le piazze d’Italia contro la deriva populista, contro l’egoismo dei sovranisti.  Ma a parte poche lodevoli eccezioni, non ho visto un movimento che mettesse sotto accusa i governanti attuali, incapaci di prendere decisioni coraggiose, di segnare chiaramente la propria discontinuità con il recente passato, sul tema migratorio.

Di migranti non se ne parla più. Ma il tema rimane tale e quale a prima. I migranti arrivano attraverso la rotta Mediterranea esattamente come prima. Come nel 2016, quando realizzarono il record di arrivi totalizzando 181mila sbarchi.

Cambiano i governi, non cambia la linea. I famigerati decreti sicurezza voluti dal leader della Lega sono ancora validi, forse saranno messo in discussione il prossimo anno. Forse. Vedremo.

Nel frattempo abbiamo avuto la conferma che nemmeno questa volta i politici al potere riusciranno a occuparsi seriamente della legge tanto attesa dalle migliaia di figli dei migranti nel nostro Paese: guai a parlare in Parlamento di “ius soli” o “ius culturae”. I partiti dell’attuale maggioranza hanno paura di perdere voti e consenso. O semplicemente hanno paura di rompere equilibri di governo. Ma nessuno a sinistra sembra protestare più.

Si vocifera di una sanatoria per regolarizzare gli stranieri, ma l’unica forza politica che davvero la chiede è Più Europa di Emma Bonino. E pure il tema dei corridoi umanitari è considerato un tabù in ambienti governativi: “non è popolare” suggeriscono i sondaggisti ai leader politici.

Intanto in Libia continuano ad essere tenuti – praticamente prigionieri – circa 800mila potenziali migranti stipati in centri orribili nei quali si violano palesemente tutti i fondamentali diritti umani. E sulle coste della Libia continuano ad essere imbarcati decine e decine di disperati – donne gravide, minori non accompagnati, bambini – che arricchiscono i trafficanti. E gli sciagurati accordi Italia-Libia sono stati rinnovati in automatico. Si tratta degli accordi che finanziano la guardia costiera, i cui membri fanno parte delle milizie che lucrano sul traffico di migranti.

Anche su questi temi c’è totale silenzio (ed evidente imbarazzo al governo: Minniti è del PD). Solo qualche mese fa i due decreti sicurezza di Salvini sembravano la prima cosa da rimuovere. Non se ne parla più. Come volevasi dimostrare, dei migranti non interessa niente a nessuno a meno che la questione immigrazione non entri in una contingenza utile a guadagnare qualche voto. Altrimenti silenzio!

(Raffaele Masto)

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