• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PROSSIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 29/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero

IL SETACCIO DELLA STORIA – U. Chelati Dirar

    CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Dalla schiavitù alla “missione civilizzatrice”, le ambiguità dell’Occidente in Africa

    di Tommaso Meo 7 Giugno 2026
    Scritto da Tommaso Meo

    Di Uoldelul Chelati Dirar

    Tra Sette e Ottocento l’Occidente abolisce la schiavitù, spinto da ragioni economiche e ideali. Ma l’abolizionismo s’intreccia con colonialismo e missioni religiose, alimentando nuove ambiguità. La vicenda di Zeinab Alif, divenuta suor Maria Giuseppina, racconta una storia poco nota di riscatto, fede e identità tra Africa ed Europa

    A partire dalla fine del Settecento, nel mondo occidentale si assiste a una svolta profonda nel modo di guardare alla schiavitù. Per secoli il lavoro forzato aveva rappresentato uno dei pilastri dell’economia delle Americhe, contribuendo in modo decisivo all’accumulazione di capitali, che sono alla base dell’ascesa del sistema capitalistico. Eppure, tra la fine del XVIII secolo e il XIX, questo modello comincia a essere messo in discussione. Le ragioni sono molteplici. Da un lato, il calo dei profitti delle grandi piantagioni ne riduce la convenienza economica. Dall’altro, cresce la pressione dei movimenti abolizionisti, composti da attivisti laici e religiosi, che denunciano l’incompatibilità della schiavitù con i principi di giustizia e dignità umana. Questo cambiamento porta, nel corso dell’Ottocento, all’abolizione prima della tratta e poi della schiavitù stessa.

    Negli Stati Uniti, un passaggio simbolico è il 13° emendamento del 1865; in Brasile sarà la Lei Áurea del 1888 a sancirne la fine legale. Sul piano culturale, l’abolizionismo si nutre delle idee illuministe – uguaglianza, diritti, libertà – e di un forte impulso religioso, soprattutto cristiano. Tuttavia, il processo non è privo di ambiguità: mentre si condanna la schiavitù, si diffonde anche una narrazione che la presenta come un fenomeno “tipicamente africano”, rafforzando gli stereotipi sulla presunta inferiorità delle società del continente. La lotta alla schiavitù si intreccia così con la cosiddetta missione civilizzatrice rivendicata dalle potenze europee. L’abolizionismo diventa, almeno in parte, uno degli argomenti utilizzati per giustificare l’espansione coloniale. Anche le missioni religiose assumono un ruolo centrale, ponendo la liberazione degli schiavi e la loro evangelizzazione al cuore delle proprie attività. Una pratica diffusa è quella del riscatto degli schiavi, acquistati dai mercanti per essere poi liberati. Su di loro si concentra spesso l’attenzione dei missionari, che li considerano interlocutori privilegiati per la diffusione del cristianesimo. La loro marginalità sociale viene interpretata come una maggiore apertura al messaggio evangelico. Nascono così comunità cristiane composte in gran parte da ex schiavi, concepite come avamposti della conversione.

    In alcuni casi, soprattutto quando si tratta di bambini, i liberati vengono portati in Europa per essere formati e poi reinviati in Africa come missionari. Sono i cosiddetti “moretti”, protagonisti di una storia poco conosciuta, ricostruita anche negli studi dello storico Giacomo Ghedini. Tra queste vicende, una delle più emblematiche è quella di Zeinab Alif. Nata intorno al 1845 nel Kordofan, nell’attuale Sudan, viene catturata da bambina e venduta in Egitto. Nel 1856 viene riscattata dal sacerdote Niccolò Olivieri, fondatore della Pia Opera del Riscatto delle fanciulle more, che la porta in Italia insieme ad altre giovani. Affidata alle clarisse di Belvedere Ostrense, nelle Marche, Zeinab viene battezzata con il nome di Maria Giuseppina Benvenuti. Entra in convento e trascorrerà tutta la sua vita religiosa tra Belvedere Ostrense e Serra de’ Conti, dove il monastero si trasferirà nel 1894. Qui diventa maestra delle novizie e poi badessa. Accanto alla vita religiosa coltiva una forte passione per la musica: impara a suonare l’organo e si distingue per le sue capacità, ottenendo apprezzamenti anche fuori dal monastero. Secondo alcune testimonianze, nelle sue esecuzioni riusciva a intrecciare elementi della tradizione europea con suggestioni ritmiche legate alle sue origini africane. Muore nel 1926, dopo una lunga malattia. Nel 2011 viene proclamata beata da papa Benedetto XVI, al termine di un processo avviato negli anni Ottanta.

    Zainev Alif, poi Maria Giuseppina Benvenuti.

    La sua storia, come quella di molti altri “moretti”, restituisce la complessità di un’epoca spesso semplificata nei manuali. Abolizione della schiavitù, missioni religiose ed espansione coloniale sono fenomeni intrecciati, animati da motivazioni che vanno dalla sincera aspirazione umanitaria a forme di paternalismo eurocentrico. Allo stesso tempo, vicende come quella di Zeinab – Maria Giuseppina Benvenuti – ricordano quanto sia lunga e articolata la storia delle presenze africane in Italia: una storia di incontri e trasformazioni, di cui resta oggi una traccia troppo debole nella memoria collettiva.

    Questa rubrica è uscita sul numero 3/2026 della rivista Africa. Per acquistare una copia, clicca qui.

    Condividi
    7 Giugno 2026 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Lo zoo umano di Treia, una storia dimenticata del colonialismo fascista

    di Tommaso Meo 5 Aprile 2026
    5 Aprile 2026

    di Uoldelul Chelati Dirar Poco conosciuta al grande pubblico è la presenza di africani nei campi d’internamento e nei luoghi di confino allestiti dal regime fascista in Italia. Tra questi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Le mappe del potere coloniale

    di Tommaso Meo 22 Febbraio 2026
    22 Febbraio 2026

    di Uoldelul Chelati Dirar Fondato nel 1861, l’Istituto Geografico Militare ha accompagnato la costruzione dello Stato unitario e dell’impero coloniale, producendo migliaia di carte e immagini che riflettono la visione …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati DirarSOCIETÀStoria

    Africani in divisa coloniale

    di claudia 15 Novembre 2025
    15 Novembre 2025

    di Uoldelul Chelati Dirar Migliaia di eritrei, somali, libici ed etiopici furono arruolati negli eserciti coloniali italiani: una scelta dettata da costi minori e convenienze politiche. Per molti africani, però, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Ombre coloniali al Museo di Antropologia di Firenze

    di claudia 18 Ottobre 2025
    18 Ottobre 2025

    di Ouoldelul Chelati Dirar Nel cuore di Firenze si trova il più antico museo antropologico d’Italia. Nato come “vetrina sul mondo”, riflette ancora oggi la complessità del pensiero scientifico, coloniale …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati DirarStoria

    L’Istituto Agronomico e l’eredità coloniale

    di claudia 13 Luglio 2025
    13 Luglio 2025

    di Uoldelul Chelati Dirar Nuova tappa del nostro viaggio nella memoria: l’Istituto Agronomico d’Oltremare, nato per sostenere il colonialismo italiano, ha costruito un vasto archivio tecnico e scientifico. La sua …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Sulle tracce dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli

    di claudia 1 Giugno 2025
    1 Giugno 2025

    di Uoldelul Chelati Dirar Continua la nostra rassegna di luoghi e istituzioni “della memoria” che hanno avuto un ruolo importante nella storia delle relazioni tra Italia e Africa. Dopo il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Luoghi della memoria: il Pontificio Collegio Etiopico di Roma

    di claudia 6 Aprile 2025
    6 Aprile 2025

    di Uouldelul Chelati Dirar Comincia il nostro viaggio tra i luoghi e le istituzioni che hanno avuto un ruolo importante nella storia delle relazioni tra Italia e Africa. Oggi vi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati DirarStoria

    Rovesciare la classicità, il caso dell’eritreo Ghebreyesus Hailu

    di claudia 9 Febbraio 2025
    9 Febbraio 2025

    di Uoldelul Chelati Dirar Riprendiamo la riflessione sul tema classicità e colonialismo. Questa volta ne consideriamo però il “rovescio”: come della retorica della classicità, o della letteratura italiana ottocentesca, si …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Il mito classico per soggiogare l’Africa

    di claudia 14 Dicembre 2024
    14 Dicembre 2024

    di Uoldelul Chelati Dirar Già nell’Ottocento, filosofi e politici celebravano l’Italia come erede della civiltà romana e custode di una superiorità morale e culturale. La retorica classica – esaltata poi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    La sanità come luogo di conflitto

    di claudia 27 Luglio 2024
    27 Luglio 2024

    di Uoldelul Cherati Dirar Tra i vari ambiti in cui si è manifestato l’incontro tra modernità europea e società africane, uno dei più affascinanti è quello della salute. Per quanto …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati DirarStoria

    Le diverse memorie di Adua

    di claudia 24 Marzo 2024
    24 Marzo 2024

    di Uoldelul Chelati Dirar Una catastrofe per l’Italia, un simbolo di riscossa per tutto un continente. O quasi. La celebre e sanguinosa battaglia di 128 anni fa su suolo etiope …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    L’apartheid a scuola

    di claudia 20 Gennaio 2024
    20 Gennaio 2024

    di Uoldelul Chelati Dirar Già da prima del fascismo l’amministrazione coloniale italiana discriminava drasticamente il curriculum scolare tra i figli di coloni e i giovani eritrei. Se comunque un certo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati DirarStoria

    La storia come uno specchio

    di claudia 26 Novembre 2023
    26 Novembre 2023

    di Uoldelul Chelati Dirar L’insegnamento della storia è rimasto del tutto inadeguato, di impronta ancora cripto-coloniale, nonostante il dibattito sulla World History nato una quarantina d’anni fa. Il problema non …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Stragi senza colpevoli, vergogna italiana

    di claudia 24 Settembre 2023
    24 Settembre 2023

    di Uoldelul Chelati Dirar Durante l’occupazione coloniale dell’Etiopia, l’Italia si macchiò di orribili crimini di guerra: uso di gas tossici, bombardamento di ospedali, sterminio di migliaia di civili. I principali …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2

NUMERO DI MAGGIO-GIUGNO

NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO

DA NON PERDERE

PROMOZIONE

PROMOZIONE

RIMANI INFORMATO CON LA RIVISTA AFRICA

NOLEGGIA LA MOSTRA FOTOGRAFICA

I VIAGGI DI AFRICA

I SEMINARI DI AFRICA IN VIDEO

AFRICA SOCIAL CLUB

DOVE ACQUISTARE AFRICA

APPELLO AI LETTORI

Ricorrenze

Mese

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Mondiali di calcio: la corsa e l’entusiasmo delle magnifiche nove

    29 Giugno 2026
  • Il Sudafrica torna in piazza contro i migranti irregolari

    29 Giugno 2026
  • Gli angeli custodi che salvano gli scimpanzé dell’Africa occidentale

    28 Giugno 2026
  • Il libro della settimana: “La prima volta che siamo stati bianchi”

    28 Giugno 2026
  • Il Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia

    27 Giugno 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 29/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

X