• Homepage
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (6/2025)
    • PENULTIMO NUMERO (5/2025)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Interventi nelle scuole
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
    • Abbonati ora
    • Promo per insegnanti, studenti, scuole e biblioteche
    • Africa + Nigrizia
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • SENEGAL
    • SAO TOME
    • SUDAFRICA
    • TUNISIA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • GEOPOLITICA DELL’AFRICA
    • LE MIGRAZIONI
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
      • 2025
      • 2024
      • 2023
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • PROMO “BLACK FRIDAY WEEK”

Edizione del 08/12/2025

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero

PRIMA PAGINA

    xi jinping
    FOCUSPRIMA PAGINA

    Le ragioni dello strapotere della Cina in Africa

    di claudia 29 Marzo 2022
    Scritto da claudia

    di Angelo Ferrari

    La Cina è rimasto il principale partner commerciale dell’Africa per 12 anni consecutivi. A ciò si aggiungono gli investimenti infrastrutturali. Le banche di sviluppo cinesi hanno prestato più del doppio rispetto a quelle di Stati Uniti, Germania, Giappone e Francia messe insieme

    Lo strapotere della Cina in Africa è assoluto. Lo dimostrano i dati sul commercio bilaterale che ha raggiunto il suo massimo livello. Secondo l’Amministrazione generale delle dogane di Pechino, il commercio bilaterale totale tra il continente africano e la Cina nel 2021 ha raggiunto i 254,3 miliardi di dollari, in crescita del 35,3% su base annua. L’Africa ha esportato 105,9 miliardi di dollari di merci in Cina, un valore in crescita del 43,7% anno su anno.

    La Cina, dunque, è rimasto il principale partner commerciale dell’Africa per 12 anni consecutivi. A ciò si aggiungono gli investimenti infrastrutturali. Le banche di sviluppo cinesi hanno prestato più del doppio rispetto a quelle di Stati Uniti, Germania, Giappone e Francia messe insieme. Se si considera il periodo 2007-2020, la China Exim bank e la China development bank hanno erogato finanziamenti per 23 miliardi di dollari, mentre tutte le principali istituzioni finanziarie per lo sviluppo messe insieme hanno erogato solo 9,1 miliardi di dollari.

    Tra queste ci sono la Japan bank for international cooperation e Japan international cooperation agency, le tedesche Kfw e Deg, la Us internatioinal development finance corporation, la Fmo olandese, la Banca di sviluppo dell’Africa meridionale e la francese Proparco. La stessa cosa vale per le banche multilaterali di sviluppo come la Banca mondiale. Questi istituti bancari hanno fornito una media di appena 1,4 miliardi di dollari all’anno per accordi su infrastrutture pubblico-private in Africa Subsahariana dal 2016 al 2020.

    Pechino non ha concorrenti

    La Cina non ha concorrenti e lo si è visto anche nella votazione di ieri all’Assemblea delle Nazioni unite dove si è votata la condanna dell’invasione russa in Ucraina. Se si guarda la cartina del mondo dove sono segnati con diversi colori chi ha votato a favore, chi contro e chi si è astenuto, si nota, in maniera plastica, che una parte dell’Africa ha votato come la Cina e l’India, cioè si è astenuta. Se a questi, 17, si somma l’Eritrea che ha votato contro e gli 8 che erano assenti, la somma fa 26, poco meno della metà delle 54 nazioni africane. Si può dire che lo sguardo del continente è sempre più rivolto a est e l’occidente rischia di diventare sempre più marginale.

    È indubbio che la potenza economica di Pechino fa un po’ gola a tutti e che nessuno è in grado di competere sul piano economico, ma questo non basta per capire il “successo” cinese in Africa. Ci sono ragioni politiche: la Cina non è stata una potenza coloniale, e questo ha giovato, ma soprattutto ha applicato una politica di non ingerenza negli affari interni dei paesi nei quali ha investito. La Cina, tuttavia, non si è limitata a investire in infrastrutture in cambio di materie prime, ma ha costruito un castello solido, fondato sui cinque pilastri che rendendo inespugnabile l’impero.

    La trappola del debito

    La Cina non presta denaro “gratis”, intende essere ripagata, come normale che sia, ma si garantisce la restituzione dei denari prestati stipulando clausole spesso capestro. Un esempio significativo da questo punto di vista è Gibuti, dove ha sede la prima base permanente all’estero della Cina. Pechino ha investito 15 miliardi di dollari per lo sviluppo del principale porto e delle infrastrutture collegate. L’82% del debito estero è detenuto da Pechino e in caso di inadempienza, Gibuti potrebbe cedere ai cinesi il controllo del porto strategico di Doraleh, all’ingresso del Mar Rosso e del Canale di Suez.

    Un altro esempio. Il porto di Mombasa (Kenya), tra i più frequentati dell’Africa orientale, è stato utilizzato come garanzia per il prestito di 3,2 miliardi di dollari utilizzati per la costruzione della linea ferroviaria di 470 chilometri tra Mombasa e Nairobi. Se il Kenya non salda il debito, la Exim Bank of China ne assumerà il controllo.

    Presenza militare

    Il castello deve essere difeso. Negli ultimi anni si è intensificata la presenza militare. La “base di supporto strategico” cinese è Gibuti. Il significato politico-strategico è quello di proteggere gli interessi all’estero. Alla Cina, però, non basta più il soft power, ma cerca di creare una rete di basi militari che possano rafforzare la sua presenza nel continente africano. L’interesse, ora, si concentrerebbe in Angola, Kenya, Seychelles, Tanzania e Namibia.

    Il rapporto “Sviluppi militari e di sicurezza che coinvolgono la Repubblica popolare di Cina”, redatto dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, parla di questo e del fatto che Pechino starebbe sondando la disponibilità di almeno altre dodici nazioni nelle quali creare strutture logistiche per supportare le forze navali, aeree e di terra. Nel documento finale del Summit Cina-Africa, che si è svolto a Dakar in Senegal nel novembre 2021, non poteva mancare la “cooperazione nell’ambito della sicurezza”, vista come punto “focale” delle relazioni sino-africane.

    Sono state annunciate, e questa è una novità, esercitazioni congiunte per operazioni di mantenimento della pace, nella lotta al terrorismo, al traffico di stupefacenti e pirateria. Da ultimo, secondo l’Istituto cinese di Studi internazionali di Pechino, la Cina è diventata il secondo fornitore d’armi al continente africano.

    Una moneta legato allo yuan

    La moneta. Ma vi è un altro pilastro del castello fortificato, per ora solo nelle intenzioni, che potrebbe diventare realtà. Cioè una moneta legata allo yuan. Un tentativo per rafforzare l’influenza cinese sul continente africano. L’occasione si è presentata quando i paesi dell’Africa occidentale – la maggior parte ex colonie francesi con il Franco Cfa ancorato all’euro e garantito dal Tesoro francese – hanno cominciato a pensare a una moneta propria, abbandonando quella coloniale. I cinesi si sono immediatamente inseriti nel dibattito, supportati dai paesi anglofoni e con l’insistenza del Ghana, cercando di spingere per una moneta – l’eco – proprio ancorata allo yuan. Il tentativo, per ora, è stato stoppato dalla Francia e da alcuni stati francofoni. Nascerà la moneta chiamata eco, ma sarà ancora ancorata all’euro. Ma è una partita tutta da giocare.

    Controllo dei media

    Il sistema dell’informazione si adatta agli equilibri geopolitici e serve a rafforzare gli obiettivi economici delle potenze mondiali. Un tempo l’intero sistema dell’informazione mondiale per parlare di Africa faceva riferimento alle grandi agenzie occidentali. Oggi le cose sono cambiate. Tra le grandi si è inserita, a pieno tiolo, l’agenzia cinese Xinhua che è diventata onnipresente in Africa. Si può dire che il continente africano che conosciamo oggi e di cui abbiamo notizia è in buona parte ciò che la Cina desidera si conosca. Xinhua ha una grande capacità di intercettare e diffondere notizie dall’Africa e ha più di 30 uffici di corrispondenza in tutto il continente. L’agenzia, che non ha nulla di indipendente, è subordinata direttamente al Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese.

    Esportazione della manodopera cinese

    La Cina oltre ad esportare in Africa beni esporta manodopera agricola proveniente dalle sue zone rurali. Il flusso migratorio dalla Cina è esploso negli ultimi vent’anni e prosegue a ritmi impressionanti. Non si conoscono i numeri, questa volta Pechino non li diffonde, ma la presenza cinese è ben visibile. Negli ultimi cinque anni ha investito 5 miliardi di dollari nell’agricoltura in Africa. L’intenzione di Pechino è quella di delocalizzare la produzione di cibo. Tutto ciò sta accadendo in Zambia, Uganda, Tanzania e Zimbabwe.

    Come all’epoca del colonialismo la storia si ripete, con altri attori, ma con i medesimi risultati: gli africani, ora, sono diventati i camerieri dei cinesi.

    (AGI)

    Condividi
    29 Marzo 2022 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CulturaPRIMA PAGINA

    Kenya, il turismo potrebbe salvare il favoloso arcipelago di Lamu

    di claudia 26 Marzo 2022
    26 Marzo 2022

    di Angelo Ferrari La crisi pandemica ha bloccato il turismo in gran parte del mondo e anche in Kenya. Ma ora un sito patrimonio dell’Unesco potrebbe tornare al suo splendore La salvezza …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURAPRIMA PAGINA

    Un’oasi per le scimmie traumatizzate dal bracconaggio

    di claudia 20 Marzo 2022
    20 Marzo 2022

    di Angelo Ferrari Sorge nell’est della Repubblica democratica del Congo, a Lwiro, un centro di riabilitazione psicologica per le scimmie traumatizzate dal bracconaggio. La maggior parte degli animali sono stati recuperati …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINASOCIETÀ

    Dièbèdo Francis Kèrè, il primo africano a ricevere il Pritzker Prize

    di claudia 20 Marzo 2022
    20 Marzo 2022

    di Angelo Ferrari Forse nessuno ci credeva, nemmeno lui. Ma Dièbèdo Francis Kèrè, 57 anni originario del Burkina Faso e oggi residente a Berlino, ha ricevuto la più alta onorificenza …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    La Francia se ne va e Putin trionfa in Africa

    di claudia 27 Febbraio 2022
    27 Febbraio 2022

    di Angelo Ferrari In Africa la Russia suona la musica di Wagner e l’uscita della Francia dal Mali sono una vittoria per Putin. La presenza dei mercenari di Mosca rappresenta …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    Niger, il bastione dell’Italia in Sahel

    di claudia 20 Febbraio 2022
    20 Febbraio 2022

    di Angelo Ferrari Il Niger è e diventerà sempre di più il bastione italiano nel Sahel. L’Italia, nel suo piccolo – sia geografico sia diplomatico – ha deciso di rilanciare …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    Golpe militari a ripetizione, fallimento e tradimento della politica

    di claudia 6 Febbraio 2022
    6 Febbraio 2022

    Gli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2021 definiscono un’Africa che torna a regolare le controversie attraverso colpi di stato: Mali e Guinea. Il 2022 si è aperto con un golpe …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSPRIMA PAGINA

    Burkina Faso: il potere nelle mani dei militari, rischio caos per l’intero Sahel

    di claudia 24 Gennaio 2022
    24 Gennaio 2022

    Quello che sta accadendo in Burkina Faso ha tutta l’aria di essere un colpo di stato, anche se le conferme in tal senso sono poche e contraddittorie. Di sicuro l’arresto …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROPRIMA PAGINASOCIETÀ

    La Costituzione più antica del mondo

    di Marco Trovato 22 Gennaio 2022
    22 Gennaio 2022

    La storia dell’Africa rivela inaspettate sorprese. Il Regno del Mali, che risale al xiii secolo, produsse la Costituzione più antica del mondo: la Carta di Mandé (o di Kouroukan Fouga), …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    Mali, la spina nel fianco di Macron

    di claudia 16 Gennaio 2022
    16 Gennaio 2022

    Con le elezioni presidenziali alle porte in Francia, il Mali rimane una spina nel fianco per il presidente Macron. L’operazione militare Barkhane non ha sortito gli effetti sperati. Se si …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    La sicurezza fai da te, un sintomo del degrado nigeriano

    di claudia 9 Gennaio 2022
    9 Gennaio 2022

    Quando le istituzioni dello stato non sono più in grado di garantire la sicurezza dei cittadini, in Nigeria, nel pieno di una crisi sociale, economica e sanitaria, intervengono le “milizie …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSPRIMA PAGINASOCIETÀSPORT

    I soprannomi delle 24 squadre alla Coppa d’Africa

    di Marco Trovato 8 Gennaio 2022
    8 Gennaio 2022

    “Elefanti”, “Fennecs”, “Stallions” o anche “Coccodrilli”, “Atlas Lions”, “Teranga” o anche “indomitable”. In Africa i soprannomi delle nazionali di calcio sono molto più fantasiosi e spesso legati alla storia del …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    Costa d’Avorio, dove la salute è un privilegio

    di claudia 2 Gennaio 2022
    2 Gennaio 2022

    Il diritto alla salute e alla sanità, in Costa d’Avorio, è più sulla carta che nella realtà dei fatti. Sulla carta e nelle norme del paese è garantito al nascituro …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LibriPRIMA PAGINASOLIDARIETÀ

    Quello che possiamo imparare dall’Africa

    di claudia 26 Dicembre 2021
    26 Dicembre 2021

    Per uscire dallo stereotipo che noi occidentali sappiamo cosa è bene e cosa è male, non solo per noi, ma anche per coloro che abbiamo la presunzione di aiutare, consigliamo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • EditorialePRIMA PAGINA

    Accendiamo una lanterna verde perché la pietà torni a vivere

    di claudia 25 Dicembre 2021
    25 Dicembre 2021

    Libia, Sahel, Grecia, Marocco, confine Bielorussia – Polonia, Mediterraneo: il dramma dei migranti è sotto gli occhi di tutti, ma sembra che i nostri cuori si siano abituati a queste …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6

NUMERO DI NOVEMBRE-DICEMBRE 2025

NUMERO DI SETTEMBRE-OTTOBRE

PROMOZIONI "BLACK FRIDAY WEEK" (22-30 NOVEMBRE)

PROMOZIONI "BLACK FRIDAY WEEK" (22-30 NOVEMBRE)

EVENTI

PROMOZIONE

PROMOZIONE

RIMANI INFORMATO CON LA RIVISTA AFRICA

PROMOZIONE

NOLEGGIA LA MOSTRA FOTOGRAFICA

I VIAGGI DI AFRICA

I SEMINARI DI AFRICA IN VIDEO

AFRICA SOCIAL CLUB

DOVE ACQUISTARE AFRICA

APPELLO AI LETTORI

AFRICA + NIGRIZIA DOPPIO ABBONAMENTO

Ricorrenze

Mese

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Benin: Talon ricompare, militari “in fuga” dopo il tentato golpe

    8 Dicembre 2025
  • Un sacerdote ortodosso della Chiesa copta legge una Bibbia

    8 Dicembre 2025
  • In Madagascar i lemuri diventano cibo, tredicimila consumati ogni anno

    8 Dicembre 2025
  • Gibuti, splendido crocevia del Mar Rosso

    8 Dicembre 2025
  • Crosetto annuncia più missioni in Africa. Quali sono quelle attuali?

    8 Dicembre 2025
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 08/12/2025

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Accetto Gestione consensi Leggi tutto
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessari
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non necessari
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA
X