Giovanni Pigatto | Mozambico, oggi si vota

di Enrico Casale
mozambico

La rielezione del presidente uscente Filipe Nyusi è scontata, ma queste elezioni saranno molto importanti per testare la tenuta dell’accordo di pace tra i due principali partiti del Paese

Oggi i mozambicani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente. Sebbene, con ogni probabilità, il risultato non sarà diverso dalle aspettative, con la rielezione del presidente uscente Filipe Nyusi, queste elezioni saranno molto importanti per testare la tenuta dell’accordo di pace tra i due principali partiti del Paese: il partito al governo Frelimo e il partito di opposizione Renamo.

Lo scenario

Uno scenario politico che è rimasto immutato per decenni probabilmente non riceverà, neanche in questa occasione, particolari scossoni, ma rispetto alle elezioni del 2014 sono cambiate almeno due cose molto importanti.
Per prima cosa, solo uno dei due principali candidati è lo stesso rispetto a cinque anni fa, dal momento che il leader storico della Renamo, Afonso Dhlakama, è morto improvvisamente l’anno scorso, lasciando al suo partito un grave vuoto di potere che ancora oggi si fa fatica a colmare. Dhlakama è stato un leader carismatico che ha guidato per anni l’opposizione sia in Parlamento sia nella mai sopita opposizione armata, che non ha ancora del tutto accettato lo smantellamento delle sue basi militari nella Serra di Gorongosa, collocata nella provincia di Sofala nel Mozambico centrale.

Il successore di Dhlakama è stato scelto nella persona di Ossufo Momade, che da una parte non è riuscito a tenere unito il partito, ma dall’altra è riuscito a chiudere un importante accordo di pace e di smilitarizzazione con gli acerrimi nemici di Frelimo.

Ed è proprio questo il secondo fattore diverso rispetto a cinque anni fa: un accordo di pace annunciato in pompa magna siglato proprio nella Serra di Gorongosa quest’estate, che vuole terminare una stagione di conflitto che si era acuita proprio negli ultimi anni.

Cinque anni fa, alle scorse elezioni il Frelimo vinse con il 57% dei voti, forte soprattutto nel Sud (con distretti in cui ha superato il 90% dei voti), mentre la Renamo si è fermata al 37%, concentrando i voti nelle storiche roccaforti del Mozambico centrale.

Elezioni 2014

Come si vota

Il presidente viene eletto con un sistema elettorale a doppio turno alla francese, per un mandato che dura 5 anni. Se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti, dovrà essere indetto un ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno.
Proprio a causa dello strapotere del partito di governo, mai nella storia del Mozambico si è verificato un ballottaggio, con il candidato del Frelimo sempre vittorioso al primo turno, con percentuali talvolta bulgare. Una volta eletto, il presidente nomina il primo ministro e in seconda battuta il governo.

In più, domani saranno eletti anche i 248 membri del Parlamento tramite un sistema proporzionale a liste bloccate che difficilmente riserverà sorprese rispetto alle elezioni presidenziali.
Come dicevamo, è molto probabile che il presidente Filipe Nyusi venga rieletto per un secondo mandato, ma i partiti di opposizione cercheranno di ottenere buoni risultati nelle elezioni di parlamentari e cercheranno di strappare alla maggioranza i governatori delle province, che per la prima volta saranno eletti e non nominati direttamente dal partito di governo.

All’inizio del suo mandato, Nyusi si è trovato a gestire l’eredità del suo predecessore Guebuza e una crisi economica mondiale che iniziava a colpire anche il Mozambico.
I grandi investimenti stranieri in enormi progetti per lo sviluppo e per le infrastrutture non erano riusciti a ridurre la povertà e l’inflazione era decollata, assieme al costo della vita. Nyusi salì dunque al potere ereditando una situazione economica difficile, a cui si aggiungevano un tasso di criminalità elevato e una corruzione endemica e radicata in tutti gli strati dell’amministrazione pubblica.

Inoltre, attorno alla metà del suo mandato, è scoppiato un grave scandalo di diversi miliardi di dollari che riguardava investimenti fantasma nella provincia di Cabo Delgado, territorio oggi colpito duramente da violenze da parte di non ben identificati gruppi terroristici.

Attacchi contro i civili

Per salvare il proprio mandato politico, Nyusi ha puntato tantissimo sul processo di rappacificazione interna del Paese, tra Frelimo e Renamo, che è stato un suo manifesto fin dalla sua prima campagna elettorale.

I rischi

La scomparsa di Dhlakama ha fatto parzialmente esplodere la Renamo, con una frangia che ancora non si arrende e ritiene che la pace con il Frelimo sia solo uno specchietto per le allodole. Le accuse nei confronti degli attuali quadri Renamo è che abbiano chiuso un accordo al ribasso, anche per assicurarsi un posto sicuro in Parlamento o altre cariche pubbliche.

L’opposizione ha già protestato duramente per irregolarità nell’iscrizione alle liste elettorali dei cittadini aventi diritto di voto, con decine di migliaia di nomi fantasma che sono stati registrati nella provincia di Gaza, completamente controllata dal Frelimo.

Per limitare al massimo il rischio di brogli, in vista delle elezioni presidenziali la commissione dell’Unione Africana ha previsto, a seguito di una richiesta del governo, la presenza di 40 osservatori e 4 esperti nazionali fino alla conclusione delle elezioni.

E come ulteriore riprova delle tensioni presenti nel Paese, uno di questi osservatori, Anastácio Matavel, è stato ucciso lo scorso lunedì da un gruppo di terroristi armati di fucili d’assalto. Gli assalitori sono poi fuggiti in auto, ma sono rimasti vittime di un grave incidente: due di loro sono morti, uno è stato arrestato e altri due sono ancora a piede libero.

Insomma, delle elezioni segnate, ma con moltissimi spunti da seguire, per questo Paese dalle immense risorse ma ancora terribilmente arretrato e pieno di ingiustizie e divari sociali.

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giovanni pigattoGiovanni Pigatto. Una passione per la politica e per la storia. Scrive di Africa e cura il podcast Ab origine su storia, politica e società del continente nero. Una laurea in lettere moderne a Trento e tanta voglia ancora di imparare…

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