Namibia, un faro e l’infinito

di Valentina Milani
namibia pelican point

Dici Namibia e pensi subito alle maestose dune di Sossusvlei, le capanne dei villaggi himba, la fauna selvaggia del Parco Etosha. Ma lontano dalle rotte battute dai tour operator c’è un posto che non ti aspetti. È il faro di Pelican Point, uno di quei magici luoghi che paiono usciti da un libro di Ernest Hemingway.

Un posto lontano da tutto. Situato su una sottile lingua di sabbia che si insinua tra l’Atlantico e la laguna di Walvis Bay. Qui si può restare per ore ad ascoltare le onde dell’oceano infrangersi sulla spiaggia, ad ammirare gli spazi infiniti e a fantasticare storie di vascelli e pirati. Un rifugio sospeso nell’acqua e nel tempo dove poter vivere un’esperienza fuori dal comune.

Ai piedi del grande faro, infatti, c’è una vecchia stazione di controllo, risalente all’epoca coloniale, che è stata trasformata in un lussuoso beach lodge. A disposizione dei visitatori ci sono nove suite dallo splendido design con splendida vista sul mare aperto. Alloggi di grande fascino con arredamenti ispirati alle bellezze dell’oceano. La superba Captain’s Cove Suite offre un panorama a 360 gradi che consente di avvistare con un solo sguardo pellicani, balene, leoni marini e delfini.

Dormire qui costa una piccola follia, 250 dollari a notte – una follia da concedersi, potendo, una volta nella vita. Il Pelican Point Lodge si trova a 40 minuti d’auto dalla città di Swakopmund ed è raggiungibile con un veicolo 4×4 o in barca da Walvis Bay. pelicanpoint-lodge.com

(Marco Trovato)

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