Rinnovato interesse per l’Africa da Iran e Russia

di claudia
Africa Tech Summit: l’innovazione africana in scena a Kigali

Delegazioni provenienti da più di 30 Paesi africani si riuniscono oggi a Tehran per il secondo Vertice Iran-Africa, un evento internazionale focalizzato sulla promozione delle relazioni economiche e commerciali tra l’Iran e il continente africano. A ricordarlo è l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando il vice-capo dell’Organizzazione per la promozione del commercio dell’Iran (Tpoi), Mohammad Sadeq Qannadzadeh, secondo il quale l’Iran può cooperare con i Paesi africani in vari settori, tra cui l’agricoltura e l’importazione di materie prime per la produzione.

Qannadzadeh ha poi messo in luce la grande specializzazione e capacità delle compagnie iraniane nei settori del petrolio, del gas e della petrolchimica, aspetti che saranno al centro delle trattative di livello esperto durante il vertice.

Al summit partecipano alti funzionari, inclusi i ministri dell’economia di oltre 30 Paesi africani, rendendo l’evento una piattaforma significativa per sviluppare l’esportazione di beni e servizi tecnici ed ingegneristici dall’Iran verso l’Africa.

Il secondo Vertice Internazionale Iran-Africa è considerato un’opportunità cruciale per rafforzare ulteriormente i legami economici e esplorare nuove vie di cooperazione tra Iran e Africa.

A sottolineare un rinnovato interesse per il continente africano, la conclusione oggi a Mosca, in Russia, della terza edizione del forum internazionale “Russia – Africa: quale futuro?”, organizzato presso l’Istituto statale per le relazioni internazionali di Mosca (Università Mgimo), al quale sono intervenuti i pesi massimi della politica estera russa, a partire dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il suo vice Mikhail Bogdanov, che è anche inviato presidenziale speciale russo per il Medio Oriente e l’Africa, il capo del Dipartimento Africa del ministero degli Esteri russo, Vsevolod Tkachenko, il rettore della Mgimo Anatoly Torkunov e l’assistente del presidente russo Andrey Fursenko. Al forum ha partecipato anche l’ex ministro degli Esteri sudafricano Lindiwe Sisulu.

Gli argomenti chiave di discussione del forum hanno riguardato in particolare le modalità per combattere le fake news, lo sviluppo del turismo accademico e il sostegno del governo ai progetti e alle imprese giovanili nelle relazioni russo-africane. “Costruire partenariati a lungo termine con gli stati africani è una direzione prioritaria della politica estera russa. La Russia continuerà a sviluppare attivamente il potenziale dei paesi africani, anche fornendo quote agli studenti e aprendo università e scuole russe” ha detto Sergei Lavrov in un videomessaggio, citato dalla Tass.

A margine del forum è stata inaugurata una mostra d’arte africana, dedicata all’arte tradizionale dei popoli africani e si sono tenute una serie di tavole rotonde e dibattiti che hanno coinvolto personalità politiche russe e africane, membri della comunità accademica, diplomatici e uomini d’affari. I partecipanti hanno discusso della cooperazione della Russia con il continente africano nel campo della gestione delle risorse minerarie, della partnership attraverso il gruppo dei Brics e di molte altre questioni. “La Russia attribuisce particolare importanza al partenariato a lungo termine con l’Africa, con la quale abbiamo principi simili di lotta anticoloniale. Il ruolo chiave del forum è lo sviluppo delle relazioni nel campo dell’istruzione” ha detto Bogdanov, citato da Ria Novosti.

Il forum è stato avviato come piattaforma di discussione per promuovere il dialogo giovanile tra Russia e Africa e consentire alle comunità studentesche di scambiare opinioni sulle principali questioni relative alle relazioni tra Russia e paesi africani. Vasily Nebenzya, rappresentante permanente della Russia all’Onu, durante il Forum ha detto che la Russia “offre un modello paritario di cooperazione” e si oppone alle pressioni esterne sui paesi africani e alle sanzioni unilaterali. Ad esempio, lo scorso agosto, la Russia “ha impedito il proseguimento delle sanzioni contro il Mali”. 

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