Burkina Faso, continua la stretta su media e organizzazioni

di Tommaso Meo
TV5Monde

Continua la stretta delle autorità al potere in Burkina Faso nei confronti di media e associazioni. La giunta ha infatti vietato ieri la trasmissione del canale televisivo francese Tv5 Monde, accusandolo di «disinformazione» e di «apologia del terrorismo» nella sua copertura delle violenze jihadiste nel Paese e nel vicino Mali, alleato di Ouagadougou.

Questa decisione «fa seguito all’osservazione di numerose violazioni della legge, dell’etica e degli standard professionali nella gestione di argomenti relativi alla lotta al terrorismo in Burkina Faso e alle notizie riguardanti gli attacchi terroristici avvenuti il ​​25 aprile 2026 in Mali» ha spiegato l’Alto Consiglio per le Comunicazioni (Csc) in una dichiarazione. Ouagadougou aveva già sospeso temporaneamente il canale televisivo francese in due occasioni, ad aprile e a giugno del 2024.

Nel frattempo, a partire da ieri, il governo del Burkina Faso ha anche sospeso altre 205 associazioni «per mancato rinnovo dei propri organi in conformità con gli statuti, i regolamenti interni e la legge vigente». Durante la sospensione, «sono autorizzate solo le azioni volte a regolarizzare la situazione di ciascuna associazione», specifica un nuovo decreto del ministro dell’Amministrazione Territoriale, Emile Zerbo. La revoca della sospensione è subordinata all’ottenimento di un certificato di rinnovo.

Questa nuova ondata si inserisce in una serie di misure avviate a metà aprile. Il 21 aprile, lo stesso ministro aveva già sospeso 359 associazioni per la stessa ragione. In precedenza, il 15 aprile, un decreto aveva disposto lo scioglimento di 118 organizzazioni, vietando loro di operare «su tutto il territorio nazionale», pena sanzioni. In meno di tre settimane, oltre 680 associazioni sono state sospese o sciolte in Burkina Faso.

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