Africa orientale, uno scrigno di tesori archeologici

di Enrico Casale
Un graffito di Laas Geel in Somaliland
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

L’Africa orientale continua a sorprendere per il suo straordinario patrimonio archeologico che continua a restituirci grandissime scoperte. Il 15 giugno è stato annunciata la scoperta di antichissime orme fossili in Dancalia che si aggiungono e impreziosiscono quelle effettuate negli ultimi quarant’anni sempre in quest’area. A questi ritrovamenti si sommano i graffiti del Somaliland che dal 2002 a oggi hanno attirato l’attenzione degli studiosi e dei turisti. Ma andiamo con ordine.

Lo scheletro di Lucy conservato ad Addis Abeba

Le ossa fossili di Lucy conservate presso il Museo Nazionale dell’Etiopia ad Addis Abeba – 2006

A metà giugno, nell’ambito di una campagna di scavo in Dancalia, organizzata congiuntamente dall’Università «La Sapienza» di Roma e dal National Museum of Eritrea, sono emerse impronte umane fossili di 800mila anni fa. Le impronte potrebbero essere le prime inequivocabilmente identificabili come appartenenti a homo erectus, l’unica specie di ominidi che abitavano l’area in quel periodo, una specie chiave nella storia evolutiva umana che ha dato origine a quegli antenati dal cervello più grande da cui deriverà l’uomo moderno.

La Dancalia è una regione ricca di reperti. Tra il 1973 e il 1977, nei giacimenti fossili nel bacino dell’Hadar, a una sessantina di chilometri da Addis Abeba in Etiopia, furono portati alla luce migliaia di frammenti fossili di ominidi vissuti 3-4 milioni di anni fa. Tra essi gli studiosi scoprirono lo scheletro più completo di un antenato umano antico di oltre 3 milioni di anni: ben 52 ossa, tra le quali le ossa degli arti, la mandibola, alcuni frammenti del cranio, costole, vertebre e soprattutto il bacino, che permise di capire che si trattava di una femmina. A questo scheletro venne dato nome Lucy, prendendo spunto da una delle canzoni che nell’accampamento venivano ascoltate di più: «Lucy in the sky with diamonds», dei Beatles.

Da anni, invece, sono stati trovati graffiti preistorici in Somaliland, lo Stato a Nord della Somalia autoproclamatosi indipendente, ma non riconosciuto a livello internazionale. Le opere d’arte raffigurano la vita degli uomini preistorici con disegni di antilopi, bovini e cacciatori che portano archi e frecce.

Somaliland, i graffiti di Las Geel

Somaliland, i graffiti di Las Geel

Il sito di Las Geel, nel quale sono stati ritrovati, si trova in una zona isolata ed è stato scoperto da un gruppo di archeologi francesi nel 2002. Nonostante la ricchezza del patrimonio archeologico in esso custodito il sito non è considertao come Patrimonio mondiale dall’Unesco proprio perché il Somaliland non è riconosciuto come una nazione autonoma.

Gli archeologi somali hanno lanciato un appello: «Abbiamo bisogno di aiuto, di proteggere meglio il patrimonio, di studiarlo di più. Sappiamo che c’è ancora una grande ricchezza nascosta in quelle grotte, ma non abbiamo la conoscenza, né l’esperienza, né i fondi per farlo. Eppure questo sito archeologico potrebbe diventare una ricchezza turistica per il nostro Paese».

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