Rd Congo: una guerra col il Ruanda è “possibile” per Tshisekedi

di claudia
Tshisekedi

di Andrea Spinelli Barrile

Una guerra tra la Repubblica democratica del Congo (Rdc) e il Ruanda “è possibile”. Lo ha detto in un’intervista al quotidiano francese Le Figaro il presidente congolese, Felix Tshisekedi, recatosi la scorsa settimana in visita ufficiale in Francia, dove ha avuto un incontro all’Eliseo con il presidente francese Macron e con i decisori economici a Bercy.

Nell’est della Rdc, violenti combattimenti infuriano da mesi tra le forze governative e i ribelli dell’M23, che Kinshasa sostiene essere sostenuti da Kigali: “Certo, una guerra è possibile, non ve lo nascondo” ha detto Tshisekedi nell’intervista: “Voglio posticipare il più possibile questa scadenza, preferisco investire tutte le nostre energie e le nostre ricchezze nello sviluppo dei 145 territori della Rdc piuttosto che nello sforzo militare”. Thisekedi ha ribadito le accuse secondo cui il Ruanda “viola il nostro territorio per saccheggiare i nostri minerali essenziali e terrorizzare le nostre popolazioni”, ribadendo la sua denuncia contro “l’inerzia della comunità internazionale” e l’esistenza di doppi standard in termini di sanzioni e accordi minerari, come quello firmato dall’Unione Europea con il Ruanda di recente: ”Non chiediamo pietà. Vogliamo che la Francia utilizzi la sua influenza come membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, proprio come la Cina o gli Stati Uniti, per punire il regime ruandese. Perché dovrebbero esserci doppi standard? Perché da un lato dovrebbero essere sanzionate la Russia, che invade l’Ucraina, e non il Ruanda, dall’altro, che ci attacca da trent’anni? È inspiegabile”.

Kinshasa in effetti invoca da anni sanzioni contro il Ruanda per il suo presunto ruolo nel sostenere i ribelli dell’M23: Kigali nega il suo coinvolgimento, ma la comunità internazionale, dagli Stati Uniti alla Francia passando per le Nazioni Unite, ritiene che il Ruanda sostenga l’M23 e abbia impegnato truppe nell’est della Rdc e sono diversi i moniti delle cancellerie occidentali contro Kigali e le sue azioni: “L’M23 è solo un guscio vuoto! I miliziani sono forse solo 500. Sono i soldati ruandesi che seminano morte sul nostro suolo” ha accusato sulle pagine di Le Figaro il leader congolese. Interrogato sulla possibilità di avviare un dialogo con il suo omologo ruandese Paul Kagame, Tshisekedi ha detto che “le nostre delegazioni si incontreranno in questi giorni a Luanda” in Angola, “per lavorare e trovare un terreno comune. Chiedo una cosa semplice: che il Ruanda ritiri le sue truppe dal territorio congolese”.

Mentre Thisekedi si trovava a Parigi, venerdì scorso almeno nove sfollati provenienti da un campo a ovest della città di Goma, capitale della provincia del Nord Kivu, nella parte orientale della Rdc, sono rimasti uccisi durante un attacco di artiglieria dei ribelli dell’M23 contro un campo profughi. In una dichiarazione rilasciata lo stesso giorno, il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller ha detto che “gli Stati Uniti condannano fermamente l’attacco di oggi alle posizioni delle forze armate del Ruanda e dell’M23 nel campo profughi di Mugunga”, dicendo che Washington è “profondamente preoccupata” per l’escalation in corso, che ha contributo fino ad oggi allo sfollamento di 2,5 milioni di persone: ”Come si arriva a questa assurda conclusione? Le Fdr” ovvero le Forze armate ruandesi, “sono un esercito professionale, non attaccherebbero mai un campo profughi” ha detto sabato Yolande Makolo, portavoce del governo ruandese, respingendo le accuse e, anzi, attaccando a sua volta: “Per questo tipo di atrocità dovete guardare alle Fdlr” ovvero le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, di cui fanno parte molti ex-hutu del regime degli anni Ottanta e Novanta: “Senza fede né legge, appoggiati dalle Forze armate congolesi”.

I ribelli dell’M23, che hanno ripreso le armi alla fine del 2021, hanno conquistato ampie zone del territorio del Nord Kivu con il sostegno di unità dell’esercito ruandese. La città di Goma conta più di un milione di abitanti e quasi un milione di sfollati.

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