Nella dahira murid di San Nicola la Strada

di Stefania Ragusa
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Sono pochi a saperlo, ma in Campania, nel casertano, ha sede la più importante confraternita Murid (daara) di tutto il Sud Italia, annualmente visitata da una delle massime autorità mondiali, Serigne Mame Mor Mbacké. Il muridismo è la forma di sufismo più diffusa in Senegal. Si è “imposta”, con una enorme influenza, su tutte le altre correnti religiose e costituisce oggi una  “barriera” contro il terrorismo jyhadista, oltre ad avere una grande influenza sulla politica nazionale.  Antonio Dentice, giornalista che si è specializzato nel sufismo, nonché  ideatore della piattaforma Rubrics, conosce bene questa daara e ce ne parla in questo intervento.

Amadou Bamba

Una premessa per inquadrare il fenomeno Il fondatore del Muridismo è Amadu Bamba, mistico senegalese dell’Ottocento, a propria volta erede di altre forme sufi. Il Muridismo comprende varie correnti e rappresenta un mondo vasto e abbastanza diversificato. Anche perché, rispetto ad altre tradizioni sufi, oltre che forma mistica, nell’espandersi su grandi numeri ha assunto di fatto anche caratteri popolar-religiosi oltre che esoterici. Esistono, in altre parole, vari “gradi” nell’essere murid. Elementi caratterizzanti sono: il lavoro concepito come strumento di salvezza; purificazioni e abluzioni; la centralità del patto iniziatico tra maestro e discepolo; preghiere che diventano tecniche meditative; ritiri spiritual; la capacità – che riguarda rari individui – di ricercare l’estasi della visione.
Il muridismo è aperto alla diversità. In Senegal, paese a netta prevalenza islamica, non sono rari i matrimoni misti tra musulmani e cristiani, come non è raro trovare i murid in chiesa a Natale.
Per chiarire ulteriormente può essere utile ricordare come, il 20 giugno di due anni fa, in occasione della periodica visita di Serigne Mame Mor Mbacké in Vaticano, al Pontefice sia stata portata in dono una poesia scritta da Amadu Bamba in onore della Madonna. Si intitolava Poeme a Marie: «MARIA, recipiente di purezza (…). Tutti quelli che adorano il Signore sanno che sei la preferita di Dio (…). Madre di purezza (…). Tramite tuo Figlio Dio ha dissipato l’oscurità del suo tempo (…)». Come mi spiegò il Marabout Abou Ka nel nostro primo incontro: «Il Sufismo vuole la pace. La pace a ogni costo».

Un momento di preghiera nella dahira di San Nicola la Strada

Sufismo Murid in Campania La daara più importante di tutto il sud Italia ha la sua sede (dahira) a San Nicola la Strada (Caserta). Attualmente è sottoposta alla giurisdizione del Marabout (Maestro) Cheikh Niang, di recente subentrato alla guida, al posto del Marabout Abou Ka, con cui la confraternita si è radicata nella regione. Durante il Gran Magal, la principale celebrazione, arrivano fedeli da tutto il meridione.
Una volta l’anno è visitata dalla massima autorità itinerante dei Murid, Serigne Mame Mor Mbacké, che scende nel casertano subito dopo aver visitato il Papa in Vaticano. Insignito di numerosi riconoscimenti internazionali, ricopre il ruolo di ambasciatore del Muridismo nel mondo.
Spesso partecipa agli incontri anche il Console Generale del Senegal e, nelle principali occasioni, il Prefetto di Caserta. Una Daara così numerosa e organizzata attrae anche i sufi di altre tradizioni. Lo scorso inverno, ad esempio, dei fedeli della Tijāniyya (altra confraternita senegalese), vi celebrarono un loro funerale, mancando in Campania la sede della specifica tradizione. Numerosi sono i Marabout di tutta Italia in visita e i rappresentanti di tutte le comunità senegalesi. Inoltre, dal 19 maggio 2017 la Dahira è ddiventata ufficialmente moschea.
In occasione del Magal dell’8 novembre 2017, per esempio, si presentarono più di 1.500 persone da tutta Italia e alla celebrazione prese parte anche il filosofo Giuseppe Limone, esponente del Personalismo, che dialogò informalmente con il Marabot Abou Ka e con Malick Diaw.

La grande moschea di Touba

La mia esperienza personale È stato grazie a un amico, Luca Raucci, che ho saputo della presenza murid  a San Nicola la Strada. Era il 2017. Mi sono mosso immediatamente e ho trovato una splendida accoglienza. La sera de 6 aprile, nel corso del nostro primo incontro,  il Marabout Abou Ka mi ha permesso di assistere alla loro celebrazione “privata” e a porte chiuse, la Uaje Kamil. Molti devoti vestono la tunica bianca, tra ritmi ipnotici e i canti che diventano spazio che fluttua. Durante la celebrazione il maestro si è premurato di farmi spiegare ogni passaggio dai discepoli che parlavano meglio l’italiano. Poi abbiamo bevuto caffè Touba, una bevanda speziata e stimolante. La mia relazione con il muridismo è cominciata così.
Da lì a breve, nei mesi successivi, sono stato invitato ai vari Magal, tra cui la celebrazione più importante, il Gran Magal, in cui si ricorda l’esilio del fondatore Amadu Bamba, imposto dai colonizzatori francesi. Mi ritrovo tra Khassaide, i canti sacri, discorsi vari e tanto thiebou yap, il riso col pollo che è un piatto tradizionale senegalese.
Il 14 giugno 2017 incontro per la prima volta Serigne Mame Mor Mbackè in persona, l’ambasciatore del Muridismo nel mondo. Nel tempo ha ricevuto la traduzione in francese di tutto il mio materiale giornalistico e divulgativo, di cui mi ringrazia ufficialmente. In quell’occasione, Mor Mbacké, mi invita a Dakar e Touba, la città santa del Muridismo, nelle sue residenze, per permettermi uno studio più approfondito della forma mistico-religiosa. A Touba è presente anche l’Università “Amadu Bamba” (di cui l’autorità religiosa è Rettore), che ha lo scopo di “canonizzare e codificare” scientificamente e religiosamente il Muridismo.
Il 20 giugno 2018, nell’incontro in Dahira con Leopold Diouf, Ambasciatore del Senegal presso la Santa Sede, con il professor Serigne Mourtada Amar e col noto teologo Serigne Abdoul Ahad Mbacké, mi viene presentato Mbaye Gueye Syll, esponente di spicco della stampa senegalese. Assieme svolgiamo, per la TV del Senegal, una ricapitolazione delle attività inter-religiose e inter-culturali, contestualmente ai “Diritti Umani”: in quel periodo collaboravo strettamente con l’onorevole Alfredo Arpaia, un grande difensore del dialogo, sotto la volta della laicità.
A inizio marzo 2020, quando la “chiusura” del paese a causa del Coronavirus non è ancora realtà, la Confraternita Murid ha deciso di auto-sospendere ogni attività, anticipando di vari giorni i provvedimenti della Regione Campania e la stessa chiusura delle parrocchie (divenuta, poi, sospensione delle celebrazioni).
In questi tre intensi anni ho fatto del mio meglio per far conoscere lo spirito di questa confraternita e le sue numerose attività. Proprio pochi giorni fa, su Rubrics, piattaforma pluri-specialistica di mia ideazione a cui collaborano più di cinquanta autori tra Italia, Europa e Asia, abbiamo pubblicato la notizia della donazione di sangue organizzata dalla comunità senegalese, iniziativa su cui sono tornato molto volentieri anche per Africa Rivista.

(Antonio Dentice)

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