Italia e Senegal, più vicini grazie al basket

di Stefania Ragusa

Era ancora primavera a Campomarino, Brindisi, anche se c’era già in quei giorni chi andava al mare. Ed è sul lungomare che il giovane Omar Ndiaye e Dario Benvenuto s’incontrano per la prima volta. Il primo vende i suoi accessori colorati, il secondo è con la famiglia, assaporando il primo caldo.
Si scambiano un sorriso, una stretta di mano, poche domande prima di scoprire che c’è qualcosa, anzi ci sono ben due cose ad accomunarli: l’amore per l’Africa e quello per la pallacanestro.
Dario è infatti vice-presidente dell’Oria Basket, piccola società giovanile della zona. Dario è fiero dei suoi piccoli cestisti e della divisa verde che portano con rispetto, e naturalmente è entusiasta nel dirlo anche ad Omar.
Anche il giovane senegalese è assai contento dell’incontro. Lo ha inorgoglito spiegare a Dario che in Senegal ha ruolo da giocatore, e allenatore quando può, nel Real Basket Agn, squadra di Louga, una città a sud di Dakar, la capitale.
“Leoni d’Africa”, questo è l’appellattivo col quale sono chiamati i calciatori della nazionale “galsen”, visto che il calcio è uno degli sport più amati e seguiti dai senegalesi. Ma “leoni”  sono anche per i giovani cestisti del Louga, che dimostrano di amare la pallacanestro proprio come i loro coetanei brindisini.
Nonostante il caldo torrido a volte arrivi a fare sciogliere i palloni, i piccoli campioni si arrangiano come meglio possono,nonostante le difficoltà, e non si danno mai per vinti: l’importante è giocare e sognare. Li troverete sempre là, a Louga, dal tramonto in poi, a palleggiare a più non posso.
Ogni volta che si incontrano Omar e Dario riortano la conversazione sul basket. Da una stretta di mano nella zona balneare di Campomarino sortisce un gemellaggio sportivo tra due paesi che si scoprono un poco più vicini.
Omar vive in Italia per lavoro, per dare sostegno alla sua famiglia rimasta in Africa e alla squadra. Quando può torna in Senegal, a giocare tra i suoi bambini e gli amici con i quali è cresciuto. Ma da quel giorno in spiaggia in poi, a sostenere il Louga Basket ci sono anche Dario e la sua società. Il vicepresidente ha infatti contattato la Federazione di Pallacanestro italiana, che è stata felice di spedire a Louga palloni da gioco e divise… Il prossimo obiettivo dovrebbe essere procurare scarpe sportive.
Su questo fronte Dario si è già messo all’opera: la società italiana dell’Oria basket, sta organizzando un torneo di raccolta fondi di Natale. Il ricavato servirà appunto ad acquistare le calzature.
I due amanti della pallacanestro sono diventati amici. Fanno progetti assieme per le loro squadre. Dario sogna il Senegal proprio come Omar glielo racconta, con la speranza prima o poi, di andare a scoprire i campi da gioco con la sabbia intorno. Vorrebbe dare la possibilità ai giovani senegalesi più talentuosi di giocare in Italia. Le difficoltà relative al rilascio dei visti di ingresso gli sono chiare, ma pensa che valga comunque la pena di provarci.
«Mettendoci il cuore si riesce anche ad andare oltre le previsioni iniziali», dice Dario. Non si aspettava questo successo mediatico (del gemellaggio hanno parlato diverse testate locali), ed è una cosa che lo lusinga molto e lo incentiva ancor di più. Nei campi di Brindisi, intanto, i cestisti pugliesi si preparano per il torneo natalizio.

(Andy Faye)

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