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Pubblicato il 8 Nov 2017 in In evidenza

Non solo dighe, l’Etiopia scommette sull’energia che viene dalla terra

Non solo dighe, l’Etiopia scommette sull’energia che viene dalla terra

Non solo energia idroelettrica, l’Etiopia scommette anche sulla geotermia. Un consorzio di università britanniche e etiopiche sta compiendo indagini geologiche attraverso immagini satellitari per aiutare a comprendere il potenziale geotermico del Paese. I primi risultati ottenuti sono ottimi risultati.

Che il potenziale geotermico fosse rilevante lo si sapeva da tempo. Circa 20 anni fa, fu costruita una prima centrale geotermica a Aluto-Langano, circa 200 km a sud della capitale Addis Abeba. L’impianto attualmente non è operativo, ma si sta progettando di estendere la sua capacità a 70 MW e rimetterlo in moto. Ma, secondo il sito www.thinkgeoenergy.com, l’Etiopia, che è un Paese vulcanico, può, già ora, sviluppare 1.000 MW di energia. Investendo in tecnologie avanzate, però, sarebbe possibile ottenere fino a 10.000 MW. Gli impianti, a differenza delle grandi dighe che l’Etiopia sta realizzando sul fiume Omo e sul Nilo, non hanno un grande impatto sull’ecosistema. La geotermia potrebbe quindi essere una fonte energetica abbondante e pulita in grado di rispondere, almeno in parte, alla «fame» di corrente elettrica del Paese nel quale, attualmente, circa il 77% della popolazione non ha accesso all’elettricità.

Le prime indagini satellitari compiute dal consorzio di università britanniche e etiopiche non solo hanno confermato il potenziale, ma hanno scoperto che, sfruttando alcune caratteristiche della geotermia locale, è possibile ottenere più acqua calda. Dalle prima immagini satellitari si è notato infatti  che alcuni vulcani etiopici si muovono gonfiandosi e sgonfiandosi. È come se questi vulcani respirassero. I ricercatori non sanno con precisione che cosa provochi questi alti e bassi, ma hanno capito che laddove questo succede siamo in presenza di magma, acque geotermiche e gas che si muovano a non più di cinque chilometri dalla superficie. Il calore da loro sviluppato può quindi essere sfruttato in modo semplice ed economico.

Questi fenomeni sono particolarmente evidenti al confine tra Etiopia e Gibuti. Qui, recentemente, è stata inaugurata ufficialmente la ferrovia di 750 km che collega la capitale etiopica Addis Abeba e il porto di Gibuti. Il governo di Addis Abeba, in collaborazione con quello di Gibuti, sta quindi progettando alcune centrali geotermiche nella regione di confine in modo da ottenere l’energia sufficiente a muovere i treni. Per l’Etiopia, questo sarebbe un fattore di sviluppo economico importante. Uno sviluppo pulito e rinnovabile.

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