La Réunion, isola double face

di Valentina Milani

Sgombriamo subito il campo da equivoci: formalmente non è Africa. Ma è solo per un capriccio della storia se l’isola della Riunione è annoverata tra i cinque dipartimenti d’oltremare della Francia (gli altri sono la Guyana francese, Guadalupa, Martinica, Mayotte). Su quel frammento di terra nell’Oceano Indiano si sono incrociati nel corso dei secoli i destini di schiavi africani, emigranti indiani e malesi, coloni e fuggiaschi europei, mercanti arabi e navigatori cinesi. Un miscuglio di razze e culture che ha pochi paragoni nel mondo.

Scoperta nel 1513 da un marinaio portoghese, venne occupata dai francesi nel 1642. Da allora, nessuno movimento indipendentista ha lottato per la secessione da Parigi. Situata tra Madagascar e Mauritius, l’isola è di origine vulcanica e vanta un entroterra montuoso ricoperto da foresta pluviale, mentre la costa è caratterizzata da lunghe spiagge protette dalla barriera corallina. Il luogo più emblematico è il Piton de la Fournaise, un vulcano attivo alto 2632 metri che è possibile scalare (i più allenati possono partecipare all’evento di trekking estremo Grand Raid che si tiene ogni anno a ottobre, grandraid-reunion.com).

La costa occidentale è la più soleggiata e adatta alle vacanze balneari. La parte orientale, invece, più umida, è caratterizzata da vegetazione rigogliosa, ruscelli e cascate. Il periodo migliore per il viaggio è durante l’inverno australe (da maggio a novembre), quando il cielo è generalmente terso e le temperature gradevoli (ma sugli altopiani centrali il clima è alpino). Da evitare la stagione delle piogge, dicembre-aprile, fortemente a rischio cicloni. guide-reunion.fr

(Marco Trovato)

 

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