Egitto, copti e musulmani insieme contro la violenza e gli abusi sui minori

di Enrico Casale

Tawadros e al TayyebIl Patriarcato copto ortodossa e i vertici dell’Università islamica di al Azhar (la massima istituzione teologica dell’islam sunnita) si sono alleati per combattere una piaga che affligge da decenni l’Egitto: la violenza e l’abuso sui minori. Secondo quanto riporta l’Agenzia Fides, il Patriarca cristiano Tawadros II e il Grande imam di al Azhar Sheikh Ahmed al Tayyeb hanno firmato una dichiarazione comune, alla cui stesura ha collaborato anche l’Unicef, nella quale la tutela dei minori viene delineata come una priorità comune condivisa sia dalla sensibilità islamica sia da quella cristiana.

Quello degli abusi è un fenomeno molto diffuso in Egitto. Secondo i dati statistici più allarmanti, più del 70% dei minori egiziani subisce qualche forma di abuso e violenza anche in seno al proprio ambiente familiare e comunitario. Pratiche alle quali non sarebbero estranee neanche le forze dell’ordine. La Federazione internazionale per i diritti umani (Fidh) ha infatti denunciato un uso sistematico dello stupro su donne, bambini e uomini oltre i confini delle stazioni di polizia e delle carceri. I poliziotti egiziani, conosciuti per le loro pratiche sommarie, sono tornati ad assaltare, violentare con oggetti contundenti, effettuare test della verginità, elettroshock agli organi genitali con più violenza di prima gente per strada e nelle università.

Nel mirino della campagna a favore dei bambini e delle bambine, sempre secondo quanto riporta l’Agenzia Fides, rientrano anche le mutilazioni genitali (alle quali verrebbero assoggettate il 90% delle bambine di età compresa tra 5 e 14 anni) e il fenomeno dei matrimoni precoci (l’Egitto è tra i Paesi in cui è più diffusa questa pratica che interessa bambine di meno di 14 anni).

Oltre alle dichiarazioni d’intenti, al Azhar e la Chiesa copta ortodossa hanno concordato di collaborare a un programma che prevede il coinvolgimento di almeno 850 responsabili di chiese e moschee che nell’anno corrente seguiranno corsi di preparazione ad hoc, per poi impegnarsi direttamente in campagne d’informazione e di sensibilizzazione della popolazione.

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