«Ho scoperto di saper amare», di Antonio Bargiggia

di Matteo Merletto
«Ho scoperto di saper amare», di Antonio Bargiggia

 

«Ho scoperto di saper amare», di Antonio BargiggiaUn laico consacrato di 42 anni, membro di una piccola famiglia religiosa milanese, i “Fratelli dei Poveri”, il 3 ottobre 2000 viene ucciso in Burundi – dov’era arrivato poco più che ventenne – a un posto di blocco improvvisato da alcuni militari che non sapranno poi spiegare il perché del loro atto. Un «martirio senza nemmeno l’onore della palma», scrive mons. Luigi Bettazzi nella prefazione.

Questo libro raccoglie lettere scritte da Antonio Bargiggia tra il 1997 e il 2000 – l’ultima poche settimane prima della morte – al fondatore dei “Fratelli” e suo padre spirituale, don Cesare Volonté, introdotte e curate da Giuseppe Caffulli e arricchite da diverse testimonianze su di lui. Tra queste, l’omelia esequiale del card. Carlo Maria Martini e alcune toccanti «lettere dal carcere»: frère Saint Antoine, come da molti burundesi era già chiamato quand’era ancora in vita, aveva una predilezione per i carcerati e per gli ammalati, specialmente i soldati feriti.

Uomo dall’approccio umile e caloroso, si era veramente votato a vivere per, con e soprattutto come i poveri. Con una spiritualità che non può non richiamare quella di Charles de Foucauld (al quale in effetti mons. Bettazzi accosta anche la tragica, “banale” fine). Ne esce allo scoperto il cuore, semplice e profondo, di un innamorato dell’Africa, oltre che di Dio.

Emi, 2015, pp. 126, € 9,00

(Pier Maria Mazzola)

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