Bambino sudafricano infetto dall’Hiv guarisce. Il caso studiato in tutto il mondo

di Enrico Casale
aids
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Aveva l’Aids ora non ce l’ha più. È successo a un bambino sudafricano e il suo caso ora è studiato con attenzione dai ricercatori. Al bimbo, che ha dieci anni e la cui identità viene mantenuta segreta, aveva contratto il virus dalla mamma sieropositiva. Nel 2007, quando è nato, però, non era diffusa la pratica di somministrare ai bambini la terapia antiretrovirale. Quando aveva nove mesi, i medici hanno ugualmente deciso di sottoporlo a cure antiretrovirali nell’ambito di un progetto di ricerca clinica. Dopo 40 settimane, i livelli del virus sono lentamente scesi fino a scomparire. Ma, a differenza degli altri bambini e degli adulti, una volta terminata la terapia, il virus non è più ricomparso.

A questo punto i ricercatori stanno cercando di capire perché l’Hiv sia sparito. In particolare, stanno valutando se la terapia antiretrovirale possa attaccare e vincere il virus prima che abbia la possibilità di stabilirsi completamente nel fisico dei bambini, ma stanno valutando anche altre ipotesi. «Non crediamo che la terapia antiretrovirale da sola possa portare alla remissione – ha spiegato ai microfoni della Bbc, Avy Violari, responsabile della ricerca pediatrica presso l’Unità di ricerca Perinal Hiv Research Unit di Johannesburg -. Non sappiamo però quale sia il motivo per cui questo bambino abbia raggiunto la remissione. Crediamo sia un fattore genetico e immunitario».  Capire la ragione di questa remissione potrebbe favorire la messa a punto di un farmaco, un anticorpo o un vaccino e, quindi, potenzialmente potrebbe aiutare anche altri pazienti.

L’Hiv è ancora un problema enorme. In tutto il mondo, 36,7 milioni di persone vivono con il virus (il 90% in frica), ma solo il 53% di esse ricevono una terapia antiretrovirale. Anthony Fauci, immunologo statunitense di origini italiane che ha fornito contributi fondamentali nel campo della ricerca sull’Aids e altre immunodeficienze, ha dichiarato: «Ulteriori studi sono necessari per imparare a indurre la remissione a lungo termine dell’Hiv nei bambini infetti. Tuttavia, questo nuovo caso rafforza la nostra speranza che, trattando i bambini infetti da Hiv per un breve periodo nell’infanzia, possiamo risparmiare la terapia permanente e le conseguenze sanitarie dell’attivazione immunitaria a lungo termine tipiche dell’Hiv».

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