Zambia, il voto e la crisi economica

di Enrico Casale
kwacha zambia
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L’economia dello Zambia vacilla. Paese ricco di rame, ha visto negli ultimi mesi un impennata del debito estero che, quest’anno, si attesterà sui 12 miliardi di dollari, circa l’80% del Pil. Non è un caso che, proprio questa settimana, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha dichiarato Lusaka inadempiente, dopo che il governo non è riuscito a saldare un pagamento di interessi.

A settembre, lo stesso governo aveva chiesto di differire, fino all’aprile del prossimo anno, i pagamenti degli interessi su tre eurobond commerciali del valore di tre miliardi di dollari. Il pagamento del debito è diventato più difficile poiché la valuta nazionale, il kwacha, ha subito una svalutazione del 30% rispetto al dollaro negli ultimo nove mesi. Sull’inadempienza ha giocato anche il crollo della domanda di rame, con il conseguente crollo dei prezzi globali. Ciò ha avuto effetti a catena per l’industria mineraria zambiana che è la principale fonte di esportazione del Paese.

Il Fondo monetario internazionale prevede che quest’anno l’economia dello Zambia si contrarrà del 4,8%. Per ora, i cittadini comuni stanno sopportando il peso dell’indebolimento del kwacha, che ha spinto l’inflazione al 16% a settembre. «La maggior parte delle persone al momento non ha soldi», ha detto Rebecca Nkhoma, una venditrice di vestiti al sito www.africanews.com.

Né la crisi ha risparmiato i grandi produttori e commercianti. «Siamo tutti nei guai», ha detto Yusuf Dodia, presidente della Private Sector Development Association, interrogandosi su come lo Zambia si trovi con «il più alto debito estero e debito interno nella storia della nostra nazione» nei 56 anni dall’indipendenza dalla Gran Bretagna.

In questo contesto, si preparano le prossime elezioni presidenziali che, sebbene si terranno non prima di dieci mesi, stanno già agitando la scena politica zambiana. Si sa già che il presidente Edgar Lungu, al potere dal 2015, si ricandiderà. Si troverà ad affrontare il leader dell’opposizione Hakainde Hichilema, 58 anni, il quale, per la sesta volta, proverà a diventare capo dello Stato.

Conosciuto dai suoi sostenitori come HH, Hichilema è un imprenditore autodidatta che è diventato uno degli uomini d’affari più ricchi del Paese con interessi nei settori della finanza, dell’allevamento, dell’edilizia, della sanità e del turismo. Recentemente, l’ex ministro delle Finanze e ora leader del Forum per la democrazia e lo sviluppo, Edith Nawakwi, lo ha accusato di furto. Hichilema ha proclamato la sua innocenza, mentre alcuni osservatori ritengono che il partito di Nawakwi, ampiamente considerato pro-Lungu, sia stato arruolato in un piano volto a screditare il più forte contendente dell’opposizione.

Le accuse consentirebbero a Edgar Lungu, secondo gli osservatori, «di ricandidarsi distogliendo l’attenzione del pubblico dalle crescenti critiche alla corruzione nella sua cerchia ristretta e nel governo. È anche una strategia volta a escludere dal ballottaggio Hichilema, che rappresenta la minaccia più credibile per Lungu».

La campagna elettorale sarà lunga e costellata di difficoltà economiche.

(Tesfaie Gebremariam)

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