Spagna | I migranti tornano a morire alle Canarie

di Enrico Casale
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Aumentano i migranti sulle coste delle Isole Canarie. Dall’inizio di settembre, l’arcipelago spagnolo ha conosciuto una ripresa degli arrivi come non succedeva da almeno dieci anni. Negli ultimi quindici giorni almeno 1.200 persone sono sbarcate su queste isole dell’Oceano Atlantico situate di fronte alla costa africana.

Alcuni si imbarcano dal Marocco, distante un centinaio di chilometri. Molti altri invece si sobbarcano il viaggio dal Senegal o dal Gambia, percorrendo più di 1.000 chilometri lungo la costa atlantica. La rotta è particolarmente pericolosa perché le acque dell’oceano sono molto agitate e le correnti molto forti. Il viaggio può durare fino a una settimana e, quasi sempre, viene compiuto su barche improvvisate. Secondo le stime di una Ong spagnola, almeno un migrante su 16 muore nel tentativo di raggiungere le isole. Nel 2020, sono già morte, annegate o disidratate, almeno 250 persone.

Questa tratta verso l’Europa, battuta negli anni 2006-2008 da decine di migliaia di persone, era stata abbandonato a favore delle rotte del Mediterraneo. Gli accordi presi dall’Unione Europea per controllare i confini con Libia, Turchia e, soprattutto, Marocco, stanno spingendo i migranti verso Ovest e quindi verso le Canarie.

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