Siccità costringe l’Etiopia a razionare l’elettricità

di Marco Simoncelli

L’Etiopia ha ufficialmente iniziato a razionare l’elettricità per tutte le utenze domestiche e per le industrie. La decisione delle autorità di Addis Abeba è stata presa a causa del calo dei livelli di acqua nei bacini delle dighe idroelettriche, che sta portando a un forte deficit di produzione.

Il ministro dell’Acqua e l’elettricità etiope, Seleshi Bekele, venerdì ha annunciato che il calo dei livelli idrici nella diga Gibe 3 causato dalle scarse precipitazioni di questo periodo ha portato a un deficit di 476 megawatt (MW), oltre un terzo della generazione elettrica del Paese, che è pari a 1400 MW.

Il ministro ha aggiunto che il Paese, che da anni punta ad essere uno dei principali produttori d’energia del continente africano, è stato anche costretto a sospendere le esportazioni di elettricità verso i vicini Gibuti e Sudan, un giro d’affari del valore di 180 milioni di dollari all’anno.

Nell’ambito del programma di razionamento, che durerà fino a luglio, i consumatori domestici dovranno affrontare blackout per diverse ore al giorno, mentre i cementifici e le acciaierie dovranno operare meno turni a causa dei tagli.

Il governo di Addis Abeba ha iniziato da tempo la costruzione di un’altra diga da 4 miliardi di dollari sul Nilo. Nonostante le rassicurazioni dell’Etiopia, l’enorme progetto ha causato attriti diplomatici con l’Egitto, il quale teme che la diga limiterà le riserve d’acqua del Nilo, da cui dipende una buona parte della sua economia.

La diga della Grande Rinascita (GERD), come verrà chiamata l’infrastruttura che dovrebbe essere ultimata l’anno prossimo, sarà la più grande del continente e avrà una potenza di 6000 megawatt, ed è il punto fondamentale del progetto etiopico di diventare il più grande esportatore di energia in Africa. Il piano però potrebbe dover subire modifiche a causa degli effetti dei cambiamenti climatici che stanno interessando la regione sempre più frequentemente.

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