RD Congo: gli effetti a Bukavu dell’eruzione del Nyiragongo

di Valentina Milani
RD Congo: in cima al vulcano Nyiragongo
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Le conseguenze delle eruzioni del vulcano Nyiragongo a Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, si stanno facendo sentire anche a Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu. Testimone della crisi in corso nella città è Donata, una missionaria inviata a Bukavu dalla Diocesi di Reggio Emilia, impegnata ad aiutare la popolazione locale a Casa Ek’Abana, una struttura di accoglienza supportata dal Movimento lotta alla fame nel mondo (Mlfm). “Durante la prima notte di eruzione, del 22 maggio, la colata lavica del vulcano ha raggiunto la periferia della città di Goma ed ha invaso un quartiere. Da lì e nelle giornate successive moltissime persone dei quartieri a rischio hanno deciso di abbandonare le loro case. In tantissimi si sono riversati nel porto di Goma per prendere un battello per Bukavu che si trova a 150 km a sud, proprio sulla sponda opposta del lago Kivu”, ha raccontato Donata, come si apprende da un comunicato diffuso da Mlfm.

In questa situazione di caos generale – i numeri ufficiali parlano di un esodo di circa 40.000 persone – le istituzioni hanno verificato la presenza di più di 200 bambini dispersi, alcuni dei quali sono arrivati fino alle porte di Casa Ek’Abana dove Suor Natalina, con il supporto di Donata, ha  aperto le porte della “Casa delle Bambine” per accogliere 9 bambini, tutti con età dai 3 ai 16 anni, inviati lì dalla Croce Rossa Internazionale, in attesa di ritrovare le loro famiglie.

Cone si apprende dalla nota, di questi nove bambini, alcuni erano fratelli e fortunatamente, grazie alle spiegazioni della sorella più grande, sono riusciti velocemente a ritrovare i genitori. Gli altri sono ancora ospitati nel Centro e uno di questi è completamente solo, senza fratelli né sorelle, né in grado di dare grandi spiegazioni sulla sua situazione.

Suor Natalina e Donata non ci hanno pensato due volte: sin da subito hanno accolto i minori che potevano e si sono adoperate per dare qualche soldo alle mamme che si sono presentate davanti a casa Ek’Abana per chiedere un aiuto, qualcosa da mangiare o riparo temporaneo per non dormire in mezzo alla strada.

Anastasie, per esempio, è una giovane mamma arrivata a Ek’Abana con tre bambini, tutti tra i 4 e i 7 anni. Era sposata con un militare e viveva a Goma nel campo militare. Dopo la morte del marito ha continuato a vivere lì, finchè a causa delle continue scosse sismiche, ha deciso di tornare a Bukavu, dove viveva da piccola con la sua famiglia. Anastasie, una volta tornata in città, ha provato a cercare i suoi famigliari, da cui era stata cacciata da piccola perché accusata di stregoneria. Dopo una serie di ricerche senza successo, si è ricordata di Suor Natalina ed è andata a bussare a Casa Ek’Abana, che già una volta l’aveva accolta quando era bambina e che ha cercato di aiutarla nuovamente.

Come la sua e come quelle dei tanti bambini dispersi in seguito all’eruzione esistono, purtroppo, tante altre storie in cerca di una quotidiana salvezza.

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