Rd Congo | Avanti (piano) con la scuola gratis

di Pier Maria Mazzola
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La scuola gratuita nell’insegnamento di base – prevista dalla Costituzione e mai attuata – era una delle grandi promesse di Félix Tshisekedi in campagna elettorale. Oggi, a un anno esatto dall’inizio del suo mandato presidenziale, è tempo di un primo bilancio.

Da un lato, l’inizio dell’anno scolastico, nello scorso settembre, ha visto effettivamente la riforma muovere i primi passi, e nelle aule si sono accalcati vecchi e nuovi alunni, senza però che le infrastrutture scolastiche fossero preparate all’impatto. «Il numero è davvero esagerato: non si può lavorare con 72 scolari», si lamenta un’attempata maestra intervistata da TV5 Monde. Non ci sono banchi a sufficienza, il brusio sale di decibel, il materiale didattico si rivela insufficiente, si rende più che mai difficoltoso il rapporto individualizzato docente-alunno… E si accumulano i ritardi nel pagamento degli stipendi degli insegnanti, i quali – sono dati del ministero dell’Istruzione divulgati dal quotidiano Le Monde – sono in duecentomila in questa situazione.

Tutti, in Congo, hanno accolto con favore l’avvio di un sistema scolastico più accessibile a tutti, quindi in particolare agli strati della popolazione più svantaggiati. Ma è gran tempo di mettersi ad adeguare l’offerta alla domanda. Due miliardi di euro è il costo di questa riforma: il 20% del bilancio dello Stato… Dal ministero competente assicurano: ci stiamo concentrando sull’edilizia scolastica soprattutto nelle aree più critiche, «nei prossimi mesi saranno costruite 300 scuole prefabbricate».

Il grande Paese – 80 milioni di abitanti, c’è anche chi dice 100, dove il 60% della popolazione ha meno di 20 anni di età – è ricco di risorse, in particolare minerarie, ma di fatto le casse dello Stato non sono floride. La parola “cleptocrazia” fu coniata per il regime di Mobutu (1965-97), che tra l’altro aveva abolito la scuola gratuita per i bambini. Davanti all’iniziativa, di per sé apprezzabile, del governo di Kinshasa, la Banca Mondiale ha annunciato in questi giorni un prestito equivalente a 900 milioni di euro su tre anni.

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