Naufragio coste libiche, l’appello di Oim e Unhcr

di Valentina Milani
migranti nel mediterraneo
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), in merito al naufragio avvenuto martedì al largo delle coste libiche che ha causato la morte di almeno 43 persone, hanno comunicato che 10 superstiti sono stati salvati e portati a riva dalla Coastal Security a Zwara.

Oim e Unhcr hanno precisato che la barca, che ha lasciato la città di Zawya nelle prime ore di martedì, si è rovesciata a causa delle cattive condizioni del mare quando il suo motore si è fermato, solo poche ore dopo la partenza. I sopravvissuti, provenienti principalmente da Costa d’Avorio, Nigeria, Ghana e Gambia, hanno riferito che le vittime erano tutti uomini provenienti da Paesi dell’Africa occidentale.

Centinaia di persone hanno perso la vita l’anno scorso nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale, dove, precisano Oim e Unhcr, si è verificato il più alto numero di vittime lungo un singolo viaggio migratorio in tutto il mondo.   Secondo le due organizzazioni “questa perdita di vite umane evidenzia ancora una volta la necessità di riattivare le operazioni di ricerca e salvataggio guidate dallo Stato, un vuoto che le Ong e le navi commerciali stanno cercando di colmare nonostante le loro risorse limitate”.

Oim e Unhcr ribadiscono pertanto il loro appello alla comunità internazionale per un cambiamento urgente e misurabile nell’approccio alla situazione nel Mediterraneo. Questo include la fine dei ritorni in porti non sicuri, l’istituzione di un meccanismo di sbarco sicuro e prevedibile seguito da una tangibile dimostrazione di solidarietà da parte degli Stati europei con i Paesi che ricevono un alto numero di arrivi.

“La situazione dei migranti e dei rifugiati in Libia rimane estremamente precaria. Gli arresti arbitrari e la detenzione in condizioni disumane continuano. Molti sono vittime, sfruttati da trafficanti e contrabbandieri, tenuti in ostaggio per un riscatto, torturati e abusati”, si legge nel comunicato.

Le agenzie sottolineano che se l’inazione e l’impunità dovessero prevalere, ci si possono aspettare altre evitabili e tragiche perdite di vite umane.

Condividi

Altre letture correlate: