Mali/1 – I vescovi: «Siamo preoccupati per gli attacchi alle chiese»

di Enrico Casale
chiesa in mali
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I vescovi del Mali sono “preoccupati” i dopo i recenti attacchi contro chiese e cappelle nel centro del Paese dove i cattolici non raggiungono il 2% cento della popolazione in netta maggioranza musulmana. “Nelle ultime settimane, le nostre chiese e cappelle sono state oggetto di diversi attacchi di presunti jihadisti. Siamo preoccupati “, ha dichiarato domenica all’agenzia France Presse il segretario della Conferenza episcopale padre Edmond Dembélé.
Un episodio particolarmente grave è avvenuto la settimana scorsa a Dobara, a 800 dalla capitale Bamako, dove – ha raccontato il sacerdote – uomini armati hanno forzato la porta della chiesa e hanno rimosso e dato alle fiamme il crocifisso, delle immagini, la statua della Madonna e le tovaglie dall’altare.
“Altri attacchi a chiese e cappelle – ha aggiunto – erano avvenuti sotto gli occhi dei fedeli nelle settimane precedenti”. Nella località Bodwal, nel centro del Paese, i fedeli sono stati cacciati dalla chiesa da alcuni miliziani che hanno minacciato di ucciderli se si facevano trovare di nuovo nell’edificio.
La situazione politica in Mali , dove diversi gruppi tuareg da anni rivendicano l’indipendenza da Bamako, era precipitata dopo il colpo di Stato del marzo 2012, quando gruppi jihadisti legati ad al-Qaeda avevano occupato il Nord del Paese. Il successivo intervento militare internazionale guidato dalla Francia nel 2013 ha permesso di cacciare questi gruppi da gran parte del territorio, ma numerose aree sfuggono ancora al pieno controllo delle forze maliane e internazionali, nonostante la firma nel 2015 di un accordo di pace che doveva isolare i jihadisti.
La sicurezza è andata nuovamente peggiorando nell’ultimo anno, in particolare nel Mali centrale, dove sono ancora in agguato gruppi armati islamisti. Secondo un recente rapporto della ong Human Rights Watch, questi gruppi hanno eseguito “esecuzioni sommarie di civili e soldati dell’esercito maliano, hanno distrutto alcune scuole e reclutato con la forza bambini soldato”. La ong ha anche denunciato violenze da parte dell’esercito regolare.
(06/10/2017 Fonte: Radio Vaticana)

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