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Edizione del 26/09/2026

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Rivista Africa
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Tag:

mali

    FOCUS

    Chi è Ras Bath, la voce maliana che sfida il potere condannata al silenzio

    di claudia 21 Agosto 2026
    Scritto da claudia

    Ras Bath, tra i più popolari attivisti e cronisti del Mali, è stato condannato a dieci anni, sette dei quali di carcere fermo. Dalle battaglie contro la corruzione alle critiche alla giunta di Assimi Goita, la storia di una voce capace di mobilitare migliaia di giovani.

    Di Céline Camoin

    La parabola umana e politica di Mohamed Youssouf Bathily, noto come Ras Bath, rappresenta una delle vicende più emblematiche legate alla libertà di espressione nel Mali contemporaneo, Paese guidato da una giunta militare golpista, segnato da sconvolgimenti geopolitici, da insicurezza, instabilità sociale, terrorismo e ribellioni.

    La grande popolarità dell’attivista e cronista si è scontrata con la giustizia di Bamako. Arrestato – non per la prima volta – nel marzo 2023, nel processo conclusosi il 17 agosto 2026 la corte gli ha inflitto una pena di dieci anni di cui sette di carcere fermo, accusandolo di associazione a delinquere per destabilizzare l’ordine pubblico e minare l’autorità della giunta militare di transizione. È stato anche condannato per lesione del credito e della reputazione dello Stato tramite tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con lui, è stata condannata l’influencer nota come «Rosa carovita», Rokia Doumbia, che denunciava in rete le difficoltà dei cittadini confrontati a insostenibili rincari dei prezzi.

    Nato a Bamako, figlio dell’ex ministro della Giustizia Mohamed Ali Bathily, l’attivista 53enne, sposato e padre di due figli, si è formato in ambito giuridico prima di intraprendere la carriera di conduttore radiofonico, cronista e polemista. «La sua militanza è cominciata circa 20 anni fa nel movimento rastafariano. Il suo soprannome Ras Bath nasce proprio dall’abbreviazione di Rastafari e Bathily, il suo cognome», racconta ad Africa Rivista il giornalista e amico Abdoulaye Traoré, raggiunto telefonicamente in Francia. Abdoulaye e Mohamed sono originari dello stesso quartiere di Bamako, Lafiabougou, dove hanno condiviso molto, legami fraterni e professionali. Mohamed Youssouf Bathily ha trascorso anni in Senegal, dove ha perfezionato la sua formazione giuridica e partecipato alla nascita del movimento Y’en a marre, contro la proroga anticosticostituzionale al potere dell’allora presidente tra il 2011 e il 2012, per difendere la democrazia e la causa dei giovani africani. «Ha girato con personaggi come Didier Awadi», il pioniere del rap senegalese e difensore del panafricanismo. «Dopo il golpe del 2012 in Mali, contro il presidente Amadou Toumani Touré (Att), Ras Bath è tornato in Mali dove ha fondato un movimento simile a Y’en a Marre, battezzato «Les sofas (guerrieri) de la République», assieme a Master Soumy (Ismael Doucouré), uno dei pionieri del rap d’impegno sociale e politico in Mali, Ramsès Damarifa dei Tata Pound, da sempre impegnato nelle dinamiche socio-politiche, Dixon, artista della scena hip-hop maliana e co-fondatore del collettivo musicale/politico, e Watt C, altro rapper e artista impegnato che ha partecipato attivamente al lancio del movimento.

    Attraverso i microfoni della stazione di radiodiffusione locale e l’altro movimento da lui fondato, il Collectif des défenseurs de la république (Cdr, Collettivo dei difensori della repubblica), il conduttore ha costruito una popolarità travolgente denunciando la corruzione dilagante, la malagestione dei beni pubblici e la debolezza delle istituzioni nazionali. Il suo stile oratorio diretto, che mescola la lingua francese e il bambara, gli ha consentito di mobilitare migliaia di giovani nelle piazze. «Era davvero un’icona, ascoltato da tutti, ascoltato persino più di un presidente», racconta Abdoulaye Traoré. Critico del regime di Att, si è anche opposto alla permanenza dei militari golpisti al potere, con una voce che ha superato i confini maliani. Sotto il presidente Ibrahim Boubacar Keita, ha continuato a denunciare le ingiustizie e la cattiva gestione, assumendo un ruolo sempre più influente per la politica del Paese, sebbene non abbia attivamente fatto parte di alcuna formazione. Simpatizzante dell’oppositore Soumaila Cissé, non ha preso parte al movimento M5-Rfp (2020) capeggiato dall’imam Dicko, restando fedele allo spirito democratico e contrario ai cambi di potere con la forza.

    Tra il 2016 e il 2020 l’oratore è stato arrestato più volte per minacce all’ordine pubblico e incitamento alla rivolta, provocando estese manifestazioni di protesta della popolazione che hanno costretto le autorità a rilasciarlo.

    La situazione si è inasprita a seguito del colpo di Stato militare del 2022, e sotto l’attuale regime di Assimi Goita. Le contestazioni sono scaturite dalle sue dichiarazioni sulla morte in detenzione dell’ex primo ministro Soumeylou Boubeye Maiga, al quale era stata negata la possibilità di ricevere cure all’estero. Durante un intervento pubblico nel marzo 2023, in occasione della 3ª Conferenza Nazionale del party Asma-Cfp (il partito di Maiga), Bathily ha dichiarato che Maiga non era morto ma era stato assassinato, riferendosi proprio al rifiuto di adeguate cure. Ha poi puntato il dito sia sulle responsabilità dell’inazione della classe politica, sia sul fatto che le autorità di transizione (la giunta militare) avessero ignorato i continui allarmi e referti medici che chiedevano un’evacuazione sanitaria d’urgenza dell’ex Primo ministro prima del suo decesso.

    Parole di troppo, che hanno condotto dritto in prigione l’attivista maliano. «La sentenza inflitta è pesantissima. Speravo che in questo caso giudiziario avrebbe giocato un ruolo la commissione per la mediazione guidata dall’ex primo ministro Ousmane Issoufi Maiga, come avvenuto, positivamente, per altri detenuti di opinione», ha confidato Abdoulaye Traoré. L’amico e collega mantiene «la speranza che nell’interesse della pace, della coesione sociale e dell’unità nazionale, Ras Bath possa un giorno beneficiare di una grazia presidenziale, alla stregua di Yan Vezilier», l’agente francese graziato pochi giorni fa.

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    21 Agosto 2026 0 commentI
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