L’idea solidale di Talking Hands: mascherine in wax

di Stefania Ragusa
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#iorestoacasa è l’hashtag che in questo momento identifica la campagna per sensibilizzare i cittadini e contenere la diffusione del virus #covid19. La campagna però presuppone una condizione, che la casa ce l’abbia. Esistono infatti ampi strati della popolazione che la casa non ce l’hanno, o meglio, che vivono nei centri di accoglienza, che pernottano nei dormitori comunali, che vivono in contesti comunitari, e che spesso non sono neppure informati correttamente sulle norme comportamentali e le informazioni utili per far fronte all’emergenza sanitaria.
Oltre a questo aspetto c’è la questione del reddito, restare a casa significa anche avere a disposizione di che vivere, di che sfamarsi, in questo momento è in corso una campagna lanciata da Adl Cobas che pone la questione di dare un #redditodiquarantena, proprio per garantire di che vivere alle categorie sociali più deboli.
Talking Hands – Con le mani mi racconto (realtà di cui abbiamo scritto in varie occasioni e che lavora con e a fianco di irfugiati e richiedenti asilo a Treviso) per far fronte a questa emergenza e per sensibilizzare TUTTI i cittadini, nuovi e vecchi, ha lanciato un nuovo articolo, la mascherina sanitaria accoppiata con tessuto Wax.

Le richieste sono state subito tantissime e, nell’impossibilità di soddisfarle, Talking Hands ha deciso di creare un kit “do it yourself” per tutti quelli che a casa possiedono una macchina da cucire e hanno voglia di crearsi la propria mascherina.
«Abbiamo chiesto anche un parere scientifico, e non a una persona comune ma a un medico in prima linea in questi giorni nella battaglia contro il #covid19», viene spiegato sulla pagina FB. «Ci è stato detto che le mascherine professionali, i respiratori FFP1, FFP2 e FFP3, sono certamente in grado di filtrare particelle più piccole, ma il loro utilizzo è destinato all’ambito lavorativo e sanitario, a persone che sono esposte quotidianamente e per lunghi periodi con i malati, quindi di stare attenti alle speculazioni e, soprattutto, considerata la scarsità di mascherine in circolazione, fare in modo che quelle disponibili vadano a chi ne ha realmente bisogno. Per quanto riguarda brevi spostamenti e la vita di tutti i giorni nelle città in cui non ci sono prove di un’elevata circolazione del coronavirus, ma solo sporadici, non è raccomandato l’utilizzo di respiratori, ma è sufficiente adottare comportamenti e misure igieniche idonei.

E’ consigliabile proteggere le vie aeree con mascherine monouso (mascherine chirurgiche) oppure anche in tessuto, che possono essere facilmente lavate ad alta temperatura in lavatrice e poi essere riutilizzate. Attenzione, non utilizzare la garza di cotone che ha una trama troppo larga, ma unire 2 o più strati filtranti che garantiscono la protezione da schizzi ed eventuali secrezioni».

Per info, richieste e contatti: https://www.facebook.com/OpificioTalkingHands/

 

 

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