Libia, Msf torna in mare per salvare migranti

di Enrico Casale
Msf Libia Mediterraneo
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Medici Senza Frontiere (Msf) ha annunciato il rilancio delle proprie attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale per salvare le vite di migranti e rifugiati che tentano la traversata partendo dalla Libia. Dal comunicato diffuso da Msf, si apprende che quest’anno l’organizzazione scende in mare con una propria nave, la Geo Barents, per soccorrere persone in pericolo e fornire loro assistenza medica d’emergenza.

“Nel Mediterraneo centrale si continua a morire, in un desolante vuoto di capacità di soccorso. Come organizzazione medico-umanitaria assistiamo persone vulnerabili ovunque nel mondo da 50 anni. Di fronte alle morti incessanti e alla colpevole inazione degli Stati, siamo obbligati a tornare in mare per portare soccorso, cure e umanità, facendo la nostra parte per fermare queste tragedie evitabili”, ha detto Claudia Lodesani, presidente di Msf.

Da inizio anno – viene precisato nella nota – più di 500 uomini donne e bambini sono morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale. Il terribile naufragio del 22 aprile ha provocato almeno 130 morti, altri sono seguiti nelle settimane seguenti. Chi sopravvive rischia di essere intercettato dalla guardia costiera libica supportata dall’Unione Europea e riportato con la forza in Libia (7.000 solo quest’anno). La maggior parte di loro finisce rinchiuso arbitrariamente in pericolosi centri di detenzione dove sono esposti a maltrattamenti, stupri, sfruttamento e perfino la morte.

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