Grande diga sul Nilo, diplomazia al lavoro

di claudia
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Coinvolgere i membri del consiglio di sicurezza nel dossier della Grande diga del rinascimento. Di questo si è parlato nell’incontro tra la delegazione dell’Unione Africana con i funzionari sudanesi avvenuto ieri a Khartoum. Nell’incontro, Yasser Abbas, ministro sudanese dell’irrigazione, ha ribadito l’adesione del suo governo alla mediazione guidata dall’Unione africana per condurre i negoziati sulla gigantesca diga.

Il Sudan chiede anche che siano coinvolti “Paesi influenti e organizzazioni internazionali”. Ha anche aggiunto: “Non c’è nulla di nuovo nella posizione dell’Unione africana e anche ieri abbiamo confermato alla delegazione in visita la richiesta sudanese che l’Unione africana sia affiancata da Unione europea, Regno Unito e Stati Uniti. Loro hanno parlato del coinvolgimento dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza ma senza approfondire il tema”. L’Unione africana ha rilasciato una dichiarazione sulla visita di Faki a Khartoum ma non ha fatto riferimento alla discussione con il ministro sudanese dell’Irrigazione sulla diga del Rinascimento. Il ministro sudanese ha aggiunto che non esiste un’iniziativa formale degli Emirati arabi uniti, ma piuttosto una bozza di accordo quadro. “Non c’erano iniziative o soluzioni chiare”, ha detto. Inoltre, ha affermato che l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa, Jeffrey Feltman, non ha presentato alcuna iniziativa, durante la sua visita in Sudan lo scorso maggio.

Tutte le opzioni sono sul tavolo per affrontare la crisi della Grande diga del rinascimento (Gerd). Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, sottolineando che il Paese ha la capacità di difendere i propri interessi nella questione dell’acqua. Tuttavia, Shoukry ha dichiarato, in un’intervista ad al-Jazeera News Channel, che l’Egitto sta lavorando con partner internazionali per trovare una soluzione diplomatica alla crisi, considerata una questione esistenziale per il Paese.

Il ministro degli Esteri egiziano è attualmente a Doha per partecipare a un incontro della Lega araba che si terrà oggi per discutere i mezzi per affrontare l’interferenza straniera nelle questioni di sicurezza regionale araba e riaffermare la solidarietà araba con Egitto e Sudan per il dossier Grande Diga sul Nilo. “L’incontro dei ministri degli Esteri arabi è un forte segnale politico e un messaggio che l’Etiopia deve considerare – ha detto Shoukry ad al-Jazeera -. Abbiamo sempre avuto uno stretto legame con gli Stati arabi per salvaguardare la sicurezza della nazione araba. I diritti sull’acqua dell’Egitto e del Sudan sono considerati parte di questa sicurezza nazionale”.

Egitto e Sudan chiedono all’Etiopia di sottoscrivere un accordo legalmente vincolante sullo riempimento e sulla gestione del bacino del grande sbarramento sul Nilo Azzurro. L’ultimo round di colloqui tra i tre Paesi si è tenuto ad aprile a Kinshasa senza raggiungere però alcun risultato. 

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