Giornata mondiale contro schiavitù bambini, l’Africa il continente più colpito

di Valentina Milani
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Sono 152 milioni i minori vittime delle nuove forme di schiavitù nel mondo, di cui 72,1 milioni in Africa, il continente più colpito dal fenomeno. I dati, che vanno ricordati in occasione dell’odierna Giornata mondiale contro la schiavitù dei bambini, sono tratti dall’Organizzazione mondiale del lavoro (Oil) e dalla fondazione Walk Free. Nel mondo, una vittima su quattro di schiavitù moderna è un bambino. A livello globale, quasi un bambino su dieci deve lavorare invece di andare a scuola.

Il lavoro minorile è vietato da più di un secolo. Fu l’Oil, dopo la prima guerra mondiale, a decidere che i bambini sotto i 16 anni non dovevano lavorare ma piuttosto andare a scuola. Il lavoro minorile non è però l’unica forma di schiavitù, che comprende anche lo sfruttamento sessuale, lo sfruttamento domestico, la tratta di minori che poi saranno venduti per finire in miniere, in fattorie agricole o piantagioni, in luoghi turistici, bar, fabbriche, per strada a fare in mendicanti, nella pornografia, nei traffici di droga, o ancora nelle milizie armate come bambini soldato. Anche i matrimoni precoci sono considerati una forma di moderna schiavitù.

La maggior parte dei bambini lavoratori si trova in Africa, dove si stima che circa il 20% dei minori lavora e non va a scuola. La maggior parte dei bambini che lavorano proviene da ambienti poveri. Aiutano così le loro famiglie a soddisfare i propri bisogni. La lotta al lavoro e allo sfruttamento minorile passa pertanto anche dalla lotta alla povertà.

Soltanto poche settimane fa, a marzo,  una class action è stata iniziata negli Stati Uniti contro le aziende Nestlé Usa, Gargill Cocoa, Mars, Barry Callebaut Usa, Olam Americas e altri ancora, a nome di ex bambini maliani sfruttati nelle piantagioni di cacao in Costa d’Avorio.

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