Cosa pensano gli africani sulla corruzione nel continente?

di Marco Simoncelli

Transparency International nella sua decima edizione del Global Corruption Barometer (GCB) – Africa, uno studio basato su un sondaggio riguardante la percezione della corruzione nel continente africano, ha rivelato che mentre la maggior parte delle persone in Africa sente aumentare la corruzione nel proprio paese, esiste anche una maggioranza che si sente ottimista sul fatto che, come cittadini, possono fare la differenza nella lotta contro questo male che ostacola lo sviluppo economico, politico e sociale.

I risultati della ricerca mostrano che più della metà di tutti i cittadini intervistati pensa che situazione stia peggiorando e che il loro governo stia facendo un cattivo lavoro nell’affrontare la corruzione.

Il rapporto ha anche rilevato che più di una persona su quattro che ha usufruito di servizi pubblici, come l’assistenza sanitaria e l’istruzione, ha dovuto pagare almeno una tangente l’anno precedente. Ciò equivale a circa 130 milioni di cittadini nei 35 paesi esaminati.

Condotto in collaborazione con Afrobarometer e Omega Research, il GCB è il sondaggio più ampio e dettagliato delle opinioni dell’opinione pubblica sulla corruzione e le loro esperienze dirette di corruzione in Africa. Il sondaggio incorpora le opinioni di oltre 47.000 persone in tutta l’Africa.

Un dato interessante che emerge dalla ricerca è quello che riguarda i giovani africani che avrebbero maggiori probabilità di essere costretti a pagare delle tangenti rispetto agli anziani. Transparency International afferma che i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni, pagano più tangenti rispetto agli anziani, di età superiore ai 55 anni.

Inoltre il sondaggio ha rivelato che le persone più povere hanno il doppio delle probabilità di pagare una tangente e più probabilità di essere vittime di comportamenti corrotti da parte dei burocrati rispetto ai più ricchi. Con questo fenomeno alle persone viene spesso negato l’accesso a cure sanitarie d’urgenza, istruzione e protezioni legali, con conseguenze devastanti. Inoltre due terzi degli intervistati ha paura di ritorsioni se denunciassero le violazioni.

La maggior parte delle persone pensa inoltre che la polizia sia l’istituzione più corrotta, con il 47% delle persone convinta che la “maggior parte o tutta la polizia sia corrotta”.  Anche altri servizi pubblici come i servizi di prima necessità, inclusi elettricità, acqua e documenti di identificazione, comprese licenze e passaporti, presentano elevati tassi di corruzione.

I paesi dove questo tipo di percezione è più alta sono Repubblica democratica del Congo, Liberia e Sierra Leone, mentre quelli in cui è più bassa sono Mauritius, Botswana e Capo Verde.

Un ruolo importante nel rendere questo fenomeno peggiore è ricoperto dagli attori non africani che alimentano la corruzione in Africa attraverso la corruzione e il riciclaggio di denaro straniero. Troppo spesso, paesi che esportano grandi volumi di beni e servizi in tutto il mondo, non indagare e puniscono le aziende e multinazionali che pagano tangenti. Tra questi compare anche l’Italia.

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