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Pubblicato il 11 Mag 2017 in In evidenza

Vaticano,un sito dedicato ai migranti (sotto la supervisione di Papa Francesco)

Vaticano,un sito dedicato ai migranti (sotto la supervisione di Papa Francesco)

Il Vaticano ha inaugurato ieri un sito dedicato a migranti e rifugiati. Curato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, la sezione sarà sotto la diretta supervisione di Papa Francesco. Simbolo del lavoro della sezione è un giubbotto salvagente arancione di una bambina morta nel Mediterraneo e donato da un soccorritore al Pontefice.

Questo strumento di comunicazione è parte di una attenzione particolare della Chiesa cattolica nei confronti dei migranti. A partire dal Papa. «La difesa dei loro diritti inalienabili, la garanzia delle libertà fondamentali e il rispetto della loro dignità sono compiti da cui nessuno si può esimere – ha detto Francesco – Proteggere questi fratelli e sorelle è un imperativo morale da tradurre adottando strumenti giuridici, internazionali e nazionali, chiari e pertinenti; compiendo scelte politiche giuste e lungimiranti; prediligendo processi costruttivi, forse più lenti, ai ritorni di consenso nell’immediato; attuando programmi tempestivi e umanizzanti nella lotta contro i trafficanti di carne umana che lucrano sulle sventure altrui; coordinando gli sforzi di tutti gli attori, tra i quali, potete starne certi, ci sarà sempre la Chiesa».

«La sezione migranti e rifugiati – hanno spiegato in una conferenza stampa padre Baggio e padre Czerny, i due Sottosegretari del dicastero – fornisce alla Chiesa un importante strumento pratico per stare accanto alle persone che Gesù aveva più a cuore. Offrirà una guida morale e supporto pratico per accompagnare quanti stanno partendo; assistere quanti sono in transito; aiutare ad accogliere e integrare i nuovi venuti; seguire quanti stanno tornando a casa».

«È un importante mezzo di comunicazione – ha commentato ai microfoni di Radio Baticana, don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, presente alla conferenza stampa – ci aiuta, da un lato, a sentire più vicina la parola del Papa, gli altri eventi o le altre realtà di Chiesa sparse nel mondo che cooperano nell’accoglienza dei migranti e dei rifugiati. Dall’altro lato, ci aiuta a dare voce a quello che già tra di noi avviene, come già è stato diverse volte, a dare voce ad una verità di prima mano, testimoniata da noi e da tanti altri che sul campo accolgono, incontrano e sono testimoni delle sofferenze e dei trascorsi dei migranti. La gente ha bisogno di vedere, di toccare, di fare esperienza e i mezzi di comunicazione ci aiutano, anche se non fisicamente, ad essere presenti. Purtroppo la comunicazione di massa a volte dà solo un aspetto, quindi uno strumento più ecclesiale ci aiuta a trasmettere una realtà più viva, più efficace».

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