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Pubblicato il 14 Set 2017 in In evidenza

Centrafrica, la violenza riprende. Si sta riaccendendo la guerra civile?

Centrafrica, la violenza riprende. Si sta riaccendendo la guerra civile?

La guerra civile nella Repubblica centrafricana si sta riaccendendo? Il rischio è elevatissimo. Nel corso dell’ultima settimana, almeno 25 persone sono state uccise in una serie di scontri tra gruppi armati, in un crescendo di violenza. I nuovi focolai di tensione hanno costretto centinaia di persone a fuggire dalle loro case per mettersi in salvo dalle milizie.

Nel suo rapporto settimanale diffuso martedì, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha dichiarato che, nei combattimenti nella città centrale di Bria, almeno 10 persone sono state uccise e altre 50 ferite. A Yokapi, un villaggio nell’est del Paese, 15 persone sono state uccise e 80 case sono state incendiate in un violento confronto. A queste vittime ne vanno aggiunte altre sei, morte giovedì a Batangafo, una città nord-occidentale dove più di 28mila uomini, donne e bambini sono rimasti isolati e senza aiuti.

Secondo i funzionari dell’Onu sul posto, c’è il rischio che, se le tensioni continuano ad aumentare, il Paese possa ripiombare in un conflitto di vasta scala. Amnesty International ha denunciato che i civili nelle aree centrali del Paese stanno sopportando «torture, saccheggi e allontanamento forzati». Lewis Mudge, ricercatore della divisione Africa di Human Rights Watch, ha dichiarato al sito di al Jazeera che «i gruppi armati sono più violenti che mai e si sono scatenati in uccisioni di civili, negli stupri alle donne e alle ragazze e nei saccheggi. Ci sono due motivi principali per questa tendenza alla violenza: l’impunità per i crimini passati e l’impotenza della missione di mantenimento della pace».

La Repubblica Centrafricana, un’ex colonia francese, è sprofondata in una profonda crisi politica nel 2013, dopo che il presidente Francois Bozize è stato rovesciato da una coalizione di gruppi ribelli di maggioranza musulmana chiamata Seleka. Gli abusi di Seleka contro la popolazione cristiana hanno portato alla nascita di gruppi di autodifesa (anti-Balaka) che, a loro volta, si sono macchiati di violenze inaudite.