Zimbabwe, canonizzato Bradburne?

di Enrico Casale
John Bradburne

In Zimbabwe, la Chiesa cattolica ha lanciato ufficialmente la causa di canonizzazione di John Bradburne, un missionario laico britannico ucciso durante la guerra di indipendenza.

Figlio di un pastore anglicano inglese, Bradburne si trasferì nell’allora Rhodesia del Sud  negli anni Sessanta. Vivendo in una capanna, spesso soffrendo la fame, si prendeva cura dei lebbrosi, rifiutando di lasciarli mentre infuriava la guerra civile. Nel luglio del 1979, la guerra era alle porte del lebbrosario. Bradburne fu pregato dai suoi amici di allontanarsi e mettersi in salvo, ma egli insistette nel voler rimanere vicino ai lebbrosi, nel tentativo di impedire il saccheggio della struttura. Il 2 settembre 1979, un sabato, fu rapito e consegnato ai guerriglieri con l’accusa di essere un informatore. Il comandante dei militari, non trovando alcun motivo contro di lui, lo lasciò andare in libertà, ma fu trovato morto il 5 settembre, tre giorni dopo il rapimento, colpito alla schiena con arma da fuoco. Dopo la sua morte, diverse persone affermano di essere state guarite dopo aver pregato chiedendone l’intercessione, soddisfacendo una delle condizioni per la santità nella Chiesa cattolica.

La storia di John Bradburne è molto simile a quella di Luisa Guidotti. Medico e missionaria italiana, lavorò a lungo nell’ospedale di Mutoko in Rhodesia. Il 6 luglio 1979, dopo aver accompagnato una partoriente all’ospedale, fu uccisa dai soldati governativi a un posto di blocco. Da tempo, le autorità rhodesiane le contestavano il fatto che nel suo ospedale curasse sia i ribelli sia i soldati governativi.

Il processo di beatificazione di Luisa Guidotti, iniziato il 20 ottobre 1996 a Modena, su richiesta dell’arcidiocesi di Harare, ha concluso la fase diocesana nella chiesa di San Domenico a Modena il 23 novembre 2013 alla presenza dell’arcivescovo Antonio Lanfranchi.

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