Una raccolta fondi per la Porta di Lampedusa

di Valentina Milani
porta di lampedusa
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Venerdì 24 luglio Unicoop Firenze, su invito di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e europarlamentare, ha lanciato una campagna di crowdfunding per il restauro della Porta di Lampedusa che terminerà il prossimo 20 settembre. La raccolta è sostenuta dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.

Circa un mese fa, per il dodicesimo anniversario della Porta di Lampedusa, l’associazione Amani for Africa ha messo in luce l’importanza e l’attualità di un monumento diventato simbolo di apertura, sottolineando la necessità di interventi di manutenzione e restauro.

Costruita di proposito con materiale “fragile”, Mimmo Paladino l’ha pensata come «un’opera a quattro mani, su cui ho lavorato io, ma che continua a vivere e ad essere plasmata dagli elementi naturali, come il mare e il vento, un lavoro corale». L’idea iniziale dell’artista era che la Porta si dissolvesse col tempo insieme al dramma dell’immigrazione e delle morti in mare. Oggi Paladino riconosce che la sua opera d’arte ha acquistato un valore nuovo diventando simbolo di una condizione ancora tristemente attuale.

Restaurare la Porta d’Europa oggi «è come piantare una radice all’interno di un terreno esposto a tantissimi venti, e questo è significativo. La Porta è un simbolo che deve durare fino a quando i muri non saranno abbattuti», queste le parole di Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa.

Unicoop Firenze si è quindi impegnata per questo restauro. Nelle parole di Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, la Porta d’Europa è un «simbolo dei nostri valori ed ideali, del valore universale della vita degli uomini» e «il crowdfunding è una modalità di raccolta fondi che coinvolge le persone, che non solo contribuiscono economicamente, ma sostengono un’idea».

Data prevista dell’inaugurazione della Porta restaurata è il 3 ottobre, anniversario del tragico naufragio di sette anni fa che costò la vita a 368 persone.

 

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