Uganda vieta vendita di alcool in bustine

di Marco Simoncelli

L’Uganda ha vietato il consumo e la vendita di alcool in bustine. Le autorità del Paese hanno giustificato la decisione affermando che questi prodotti «minacciano la sanità pubblica».

Le piccole confezioni di plastica di bevande alcoliche sono molto diffuse in diversi Paesi africani e contengono spesso bevande di bassissima qualità, con gradazione alcolica spesso superiore al 45%. Vengono acquistati per lo più da consumatori poveri per via del loro basso costo, che si aggira in media attorno ai 13 centesimi di dollaro USD.

I produttori di bevande del Paese d’ora in poi saranno obbligati a confezionare liquori in bottiglie di non meno di 200 ml. La misura del governo di Kampala è in effetti giustificata, in quanto gli ugandesi sono tra i più alti consumatori di alcool nel continente.

Il ministro del Commercio e delle cooperative ugandese, Amelia Kyambadde, ha sottolinato che il problema è grave e detto alla Bbc che le buste vengono acquistate perfino dagli scolari. «Dato che questo alcool è conveniente, le persone lo portano nelle loro borse, nelle loro tasche, e il suo consumo è molto frequente», ha dichiarato.

Alcuni ugandesi ora temono che il divieto spingerà semplicemente i bevitori ad acquistare alcool prodotto in distillerie illegali e che il problema non farà che peggiorare.

L’Uganda ha il settimo più alto tasso di consumo di alcool in Africa, secondo il Global Alcohol Status Report 2018 dell’Oms, in cui si riporta che il 21% degli ugandesi beve frequentemente alcool e ne abusa.

Il divieto è una delle poche misure che l’Uganda sta prendendo per cercare di frenare l’abuso di alcool. Il Paese non possiede una legislazione adeguata né sulla distribuzione né sulla pubblicità di prodotti alcolici.

Secondo i dati forniti dall’Oms, la classifica dei Paesi africani che consumano più alcool è la seguente: Seychelles: 13,8 litri di alcool puro pro capite; Nigeria: 13.4; Gabon: 11,5; Guinea Equatoriale: 11,3; Eswatini: 9,9; Namibia: 9,8; Uganda: 9,5; Tanzania: 9,4; Sudafrica: 9,3.

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