Giornata mondiale del latte. Manneken Pis vestito da allevatore fulani

di Marco Simoncelli

Ieri in occasione della Giornata Mondiale del Latte il Manneken Pis di Bruxelles, la celebre scultura in bronzo della capitale belga, è stato vestito con l’abbigliamento tipico di un allevatore fulani dell’Africa occidentale e riempito di latte.

L’iconica statua nel centro città, simbolo dell’indipendenza di spirito degli abitanti di Bruxelles, per tutta la giornata di ieri ha fatto fuoriuscire provocatoriamente latte invece della consueta acqua, come si vede nelle immagini dell’agenzia Ruptly.

L’obiettivo dell’iniziativa promossa dell’ong belg Vétérinaires sans frontières era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione vissuta produttori caseari dell’Africa occidentale.

Il latte è un’importante fonte di reddito per i pastori della regione, dove il 60% della popolazione vive di allevamento e agricoltura, come ha sottolineato Josti Gadeyne, portavoce dell’Oog, la quale spera di «fermare la pratica del dumping del latte in polvere europeo in Africa», venduto a un prezzo «tre volte inferiore rispetto a quello del latte locale, quindi si tratta di una competizione scorretta con i locali produttori di latte».

«Il latte è una delle rare fonti di proteine per le famiglie bisognose nelle campagne africane – ha dichiarato al The Brussels Times Gadeyne –. La sua mancanza provoca malnutrizione. Il latte svolge quindi un ruolo essenziale nella lotta contro la carestia e la povertà. Nelle zone secche e aride, l’allevamento del bestiame è spesso l’unico mezzo di sopravvivenza».

Mentre una mucca europea produce in media da 25 a 35 litri di latte al giorno, una mucca africana ne produce dai 2 ai 3 litri nel migliore dei casi. Durante la stagione secca, producono anche meno di 1 litro a causa della carenza di acqua, erba e cure per gli animali. «Gli agricoltori dell’Africa occidentale non guadagnano quasi nulla con il poco latte che possono vendere», ha sottolineato ancora l’attivista.

Secondo l’ong, «se l’Unione Europea continuerà a liberarsi delle sue eccedenze mandando il proprio latte in Africa, spingerà ulteriormente i produttori locali verso la povertà».

Nel 2001 la Fao ha scelto il 1° giugno come Giornata Mondiale del Latte per celebrare l’importante contributo del settore lattiero-caseario alla sostenibilità, allo sviluppo economico, ai mezzi di sussistenza locali e alla nutrizione.

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