«Trump non è un uomo di pace». L’attacco del primo ministro senegalese al presidente Usa

di Tommaso Meo

«Il signor Trump non è un uomo di pace. È un uomo di destabilizzazione». Dal Vietnam al Venezuela, fino all’attacco all’Iran: il primo ministro senegalese Ousmane Sonko ripercorre decenni di interventismo americano in una conferenza sulla sovranità africana e sceglie le parole più dure che un leader del continente abbia mai pronunciato pubblicamente contro Washington.

Nel luglio scorso però, il presidente Bassirou Diomaye Faye era seduto nello Studio Ovale con Donald Trump. Lo coprì di elogi e gli propose persino di costruire campi da golf in Senegal. Tra quei due momenti, molto è cambiato: Usaid è stato bloccato, le basi militari straniere sono state chiuse, il piano Fmi respinto.

E ora Sonko attacca Trump. Ma il messaggio, forse, è rivolto anche all’interno della stessa coalizione che ha portato lui e Faye al potere, e che oggi li vede in guerra aperta l’uno contro l’altro. Chi dei due non ha mai ceduto al fascino di Washington? Sonko lo ricorda ai senegalesi, prima ancora che al mondo.

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