L’analfabetismo preoccupa la Costa d’Avorio

di Tommaso Meo

Secondo i dati emersi da un’inchiesta sull’alfabetizzazione realizzata nel 2025 in Costa d’Avorio, il tasso di analfabetismo nazionale si attesta al 46,5%, un valore definito dalle autorità come particolarmente preoccupante per lo sviluppo del Paese.

Il dossier, curato dall’Agenzia nazionale di statistica (Ansat), evidenzia una marcata disparità di genere, con la percentuale di donne analfabete che sale al 55,7%. La situazione appare critica soprattutto nelle aree rurali e nel nord-ovest della nazione: la regione del Folon registra il dato più alto con il 71%, seguita dal Bounkani con il 68% e dal Bafing con il 67%. Complessivamente sono undici le province che superano la soglia critica del 50%, tra cui Kabadougou, Worodougou e Bagoué.

La scorsa settimana, durante un vertice ad Abidjan, Eloi Noël Kouassi, in rappresentanza del ministero dell’Educazione nazionale, dell’alfabetizzazione e dell’insegnamento tecnico, ha dichiarato che queste cifre impongono un’azione immediata, perché nulla può giustificare un tale ritardo educativo nel contesto attuale. Per invertire la rotta, il governo ivoriano ha predisposto un piano d’emergenza che prevede il reclutamento di nuovi formatori e l’integrazione di centri per l’alfabetizzazione all’interno delle strutture scolastiche già operative.

Il programma di intervento si avvale anche del supporto di docenti qualificati per garantire una formazione pedagogica adeguata, affiancata da campagne di sensibilizzazione capillari su tutto il territorio. L’obiettivo dell’esecutivo, coordinato dal ministero dell’Economia per quanto riguarda i fondi necessari, è abbattere le barriere sociali ed economiche che alimentano l’esclusione formativa, puntando sulla digitalizzazione e sul miglioramento degli strumenti di apprendimento per le popolazioni più vulnerabili.

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