Il trader svizzero Gunvor è sospettato di corruzione in Gabon

di Tommaso Meo

La procura federale svizzera ha ordinato una perquisizione nella sede di Ginevra di Gunvor, trader in materie prime, già condannato due volte in passato per corruzione. La notizia, rivelata da un’indagine dell’organizzazione non governativa Public Eye, riguarda un procedimento penale aperto contro ignoti per la presunta corruzione di agenti pubblici stranieri. Al centro degli accertamenti degli investigatori elvetici c’è un maxi accordo petrolifero finalizzato in Gabon nel 2024, un affare concluso secondo l’ong in circostanze opache.

Il fulcro dell’indagine si concentra su un presunto sistema di pagamento parallelo che sarebbe stato strutturato per remunerare in modo discreto alcuni intermediari attivi nel continente africano, con lo scopo di facilitare l’ottenimento dei contratti. Nel giugno 2024 la multinazionale ha concesso un prestito da un miliardo di dollari (930 milioni di euro) alla Gabon Oil Company (Goc), la compagnia petrolifera pubblica locale. Questo ingente finanziamento ha permesso alla società statale africana di rilevare gli asset di Assala Energy, uno dei maggiori produttori di greggio del Paese, strappando l’affare a concorrenti di peso come Vitol e Trafigura.

I dettagli del meccanismo economico, parzialmente emersi anche attraverso la testata specializzata Africa intelligence, mostrano come l’accordo garantisse a Gunvor una solida contropartita. Come spiegato nel rapporto di Public Eye, in cambio del prestito quinquennale il colosso elvetico ha ottenuto l’esclusiva assoluta sulla commercializzazione del greggio estratto da sei blocchi operativi, oltre alla gestione dei barili spettanti alla Goc. Un volume d’affari notevole, se si considera che la produzione stimata oscilla tra i 20 e i 25 % dell’intera produzione nazionale del Paese africano.

Le carte esaminate dall’organizzazione non governativa gettano luce anche sui contratti di consulenza. Una società chiamata Vakana invest avrebbe siglato, nel febbraio del 2024, un accordo quadro con la Gunvor middle east Dmcc, la filiale del gruppo con sede a Dubai. Il testo di questa intesa prevedeva l’erogazione di servizi di consulenza strategica per il progetto Assala e riconosceva alla controparte, in caso di esito positivo, commissioni pari all’1,25 % del valore totale degli investimenti. Questo intermediario richiede oggi il pagamento di una cifra superiore a 16 milioni di dollari (circa 15 milioni di euro), creando non pochi imbarazzi all’interno del gruppo.

Interpellata dalle agenzie di stampa, Gunvor ha detto che «Public eye esagera e distorce le informazioni» e sottolineato di non aver mai riscontrato atti corruttivi o pagamenti di tangenti legati all’operazione Assala. Un portavoce del gruppo ha precisato che l’azienda stessa ha avviato un’indagine, scoprendo una frode indipendente ai propri danni.

Il pubblico ministero della Confederazione ha ricordato che la società è già stata condannata due volte in Svizzera per carenze organizzative legate alla prevenzione della corruzione. Nel 2019 l’azienda è stata sanzionata per tangenti pagate nella Repubblica del Congo e in Costa d’Avorio, mentre nel marzo del 2024 ha patteggiato una sanzione da quasi 87 milioni di franchi svizzeri (circa 90 milioni di euro) in un procedimento coordinato con il Department of justice (Doj, ministero della Giustizia statunitense) per corruzione in Ecuador.

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