In Etiopia si manifesta contro la leva forzata del Tplf

di Tommaso Meo
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Il 18 luglio ad Addis Abeba, in Etiopia, si è tenuta una manifestazione per denunciare la leva militare obbligatoria imposta dal Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf) e chiedere la piena attuazione dell’accordo di pace di Pretoria del 2022.

La protesta arriva dopo che negli ultimi mesi il Tplf ha riaffermato il proprio controllo nella regione del Tigray, una situazione che il governo federale etiope considera una violazione dell’accordo dell’intesa che messo fine alla guerra civile nella regione ormai quattro anni fa.

Intervenendo alla manifestazione, il consigliere del primo ministro per gli Affari dell’Africa orientale, Getachew Reda, ha detto che l’obiettivo dell’iniziativa è fare pressione affinché il Tplf rispetti gli impegni previsti e smetta con la coscrizione obbligatoria e la mobilitazione di combattenti.

Nel corso della protesta, i partecipanti hanno accusato il Tplf di «tenere in ostaggio» la popolazione del Tigray alimentando il rischio di una nuova guerra, violando gli accordi di pace e compromettendo la stabilità e la sicurezza dell’intera regione.

Nei giorni scorsi anche il primo ministro etiope Abiy Ahmed, intervenendo alla Camera dei rappresentanti del popolo, aveva accusato il Tplf di non rispettare l’accordo di Pretoria e di aver destinato ad attività militari parte dei fondi trasferiti dal governo federale alla regione.

L’accordo di Pretoria, firmato il 2 novembre 2022 in Sudafrica, tra il governo etiope e il Tplf, prevedeva il ripristino dell’ordine pubblico in Togray e dei servizi essenziali, la smobilitazione degli ex combattenti e il pieno accesso degli aiuti umanitari.

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