Cresce l’allarme nel Tigray per una campagna di coscrizione forzata che sta colpendo la popolazione civile. Residenti, partiti politici di opposizione e organizzazioni per i diritti umani denunciano una nuova escalation di abusi e tensioni nella regione settentrionale dell’Etiopia, già devastata dalla sanguinosa guerra civile terminata nel 2022.
Secondo diverse testimonianze documentate da Addis Standard, nelle ultime settimane numerosi giovani sono stati prelevati con la forza in varie località della regione per essere arruolati nelle milizie locali. Le denunce dettagliate parlano di rastrellamenti mirati, minacce e arresti arbitrari contro chiunque rifiuti l’arruolamento, alimentando un clima di intimidazione diffusa che sta spingendo molte famiglie a nascondere i propri figli nel tentativo di sottrarli al reclutamento forzato.
Il ritorno dei rastrellamenti coincide con un pericoloso deterioramento della stabilità nell’area, dove le tensioni si sono riaccese contemporaneamente su più fronti. Da un lato, il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray sta attraversando una profonda spaccatura interna tra l’ala più oltranzista e l’amministrazione ad interim, culminata nel tentativo della vecchia guardia del partito di esautorare la leadership regionale sostenuta dal governo federale. Dall’altro, rimangono aperti i pericolosi contenziosi sui confini regionali con le milizie della vicina regione Amhara, mentre persistono forti timori di una ripresa immediata delle ostilità sia con l’esercito federale etiope che con la confinante Eritrea.
I partiti politici locali e gli attivisti per i diritti umani hanno chiesto l’avvio di un’indagine indipendente su quanto sta accadendo. Secondo le forze di opposizione tigrine, la coscrizione forzata non solo esaspera la già drammatica crisi umanitaria della popolazione, ma rappresenta una palese e gravissima violazione degli accordi di pace di Pretoria firmati nel novembre 2022, che prevedevano invece il progressivo disarmo e la smobilitazione totale delle forze regionali.
Il Tigray sta ancora tentando di riemergere dal baratro del conflitto che tra il 2020 e il 2022 ha visto scontrarsi le forze federali di Addis Abeba, supportate dall’esercito eritreo, e i ribelli tigrini. Quella guerra ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sfollamenti di massa e una carestia cronica. Oggi, analisti internazionali e Nazioni Unite avvertono che la fragilità di questa tregua rischia di incrinarsi definitivamente, facendo precipitare nuovamente il Corno d’Africa in un conflitto su larga scala.



