La Repubblica Democratica del Congo trasferirà la propria ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. L’annuncio è stato fatto ieri, al termine dell’incontro avvenuto martedì a Gerusalemme tra il presidente congolese Felix Tshisekedi e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. La decisione rappresenta un significativo passo sul piano diplomatico, considerando che la maggior parte dei Paesi mantiene le proprie rappresentanze diplomatiche a Tel Aviv, in attesa di una soluzione sullo status di Gerusalemme.
Nel corso dell’incontro, Tshisekedi e Netanyahu hanno inoltre concordato l’apertura di un’ambasciata israeliana residente a Kinshasa. In una dichiarazione congiunta, i due leader hanno riaffermato l’impegno dei rispettivi Paesi a rafforzare le relazioni diplomatiche e a consolidare i rapporti di amicizia e cooperazione bilaterale.
Non è stato tuttavia indicato un calendario preciso per il trasferimento della sede diplomatica congolese a Gerusalemme. La questione assume particolare rilievo perché Israele considera Gerusalemme la propria capitale, mentre l’annessione della parte orientale della città, occupata nel 1967 e successivamente annessa da Israele, non è riconosciuta dalla comunità internazionale.
La scelta della Repubblica Democratica del Congo colloca Kinshasa nel ristretto gruppo di Paesi che hanno deciso di trasferire le proprie ambasciate a Gerusalemme. Gli Stati Uniti hanno compiuto il passo nel maggio 2018, durante la prima amministrazione del presidente Donald Trump. Hanno poi seguito l’esempio Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay e Fiji, oltre al Somaliland.
Il rafforzamento dei rapporti con Israele rientra nelle priorità della politica estera di Tshisekedi, che punta a sviluppare la cooperazione bilaterale soprattutto nei settori dell’agricoltura, della gestione delle risorse idriche e della sicurezza. Israele, da parte sua, ha annunciato l’intenzione di proseguire le consultazioni per l’apertura in tempi brevi della propria ambasciata a Kinshasa.



