Tunisia | Boom per il videogioco sul contrabbando

di Enrico Casale
knatry tunisia
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Si chiama Knatry (contrabbandiere), è il nuovo videogioco, prodotto da sviluppatori locali che, lanciato il 19 luglio, in poco tempo ha totalizzato oltre 10.000 download ma anche un mare di polemiche.

Il gioco ha come tema il contrabbando e i giocatori, che simulano le condotte dei contrabbandieri, debbono consegnare i loro carichi il più rapidamente possibile, cercando di non perdere nulla della merce e soprattutto evitando i controlli delle auto della polizia e della dogana.

Di fatto il gioco è un’inseguimento continuo tra contrabbandieri e poliziotti, sullo sfondo incessante di musica popolare, e su strade che abitualmente conoscono queste scene sul serio, come quelle delle regioni del sud di Jilma, Gafsa e Feriana.

Il contrabbando è un fenomeno dannoso per l’economia legale tunisina che attualmente versa in uno stato di profonda crisi, ed è da anni al centro di molti dibattiti di studiosi ed economisti che cercano di restituire alla legalità questo mercato informale che, secondo alcuni esperti, costituisce almeno il 30% dell’economia sommersa. Secondo uno studio realizzato dalla società di statistica Sigma Conseil nel 2016, il contrabbando di carburanti in Tunisia impiega circa 20mila persone con circa 150 «baroni» a controllarne il mercato e provoca una perdita annuale per il fisco di circa 400 milioni di dinari tunisini.

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