Robert Mugabe: l’epilogo

di Raffaele Masto

Lo Zimbabwe ha infine reso l’ultimo omaggio al suo ex presidente Robert Mugabe, proclamato “eroe” dell’indipendenza di un Paese che lui ha lasciato esanime dopo 37 anni ininterrotti di mandato autoritario. Alla cerimonia – con lo sfarzo che non gli era mai mancato in vita – nello stadio nazionale della capitale Harare hanno preso parte una decina di capi di Stato africani.

Robert Mugabe è morto il 6 settembre scorso all’età di 95 anni, in un ospedale a Singapore dove era stato in cura per anni. Costretto a rassegnare le dimissioni nel 2017 con un colpo di forza dell’esercito e del suo partito, Mugabe ha lasciato un Paese scosso dalla repressione e devastato da una crisi economica senza fine che ha fatto precipitare gran parte della sua popolazione nella miseria.

La cerimonia funebre ad Harare doveva essere una grande celebrazione dell’uomo, di fatto è stata una specie di flop. Due terzi delle 60mila sedie del National Sports Stadium di Harare in cui si è tenuta la cerimonia pubblica per l’ultimo saluto sono rimasti vuoti. E la maggior parte di coloro che hanno partecipato alla cerimonia è stata portata in autobus dalla campagna ad Harare dal partito di potere, lo Zanu-Pf.

Mugabe è morto il 6 settembre, ma la sepoltura era stata rimandata a ottobre per consentire la costruzione di un Mausoleo. Oggi la salma è nel suo villaggio di Zvimba per i rituali funebri. Presenti alla cerimonia di oggi c’erano una decina di leader africani. Quelli che hanno preso la parola sono stati il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, quello del Sudafrica Cyril Ramaphosa (che è stato fischiato per gli episodi di razzismo nel suo Paese ai danni di immigrati africani) e Teodoro Obiang Nguema, presidente della Guinea Equatoriale.

L’attuale presidente Emmerson Mnangagwa, ex fedelissimo di Mugabe, gli ha reso omaggio nel suo discorso funebre, affermando che «la patria è in lacrime». Molti presenti si sono chiesti se si trattasse di lacrime di disperazione per la crisi economica, l’inflazione e la carenza di beni di consumo.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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