Rd Congo – L’Ua: «Stop con i risultati provvisori»

di Enrico Casale
elezioni in rd congo

Ci sono volute quasi cinque ore a porte chiuse per i capi di Stato e di governo presenti ad Addis Abeba al summit dell’Unione africana per mettersi d’accordo. Alla fine, nel comunicato finale si chiede di fermare il processo di proclamazione dei risultati finali delle elezioni presidenziali nella Rd Congo. Secondo i leader: «permangono seri dubbi sulla conformità dei risultati provvisori» forniti dalla Commissione elettorale nazionale indipendente, giovedì 10 gennaio. È quindi necessario aspettare il pronunciamento ufficiale della Corte costituzionale. Solo così si potranno evitare fraintendimenti e incidenti.

Lunedì, una delegazione dell’Unione africana si recherà urgentemente a Kinshasa. Sarà composta da Paul Kagame, attuale presidente dell’Ua, Moussa Faki Mahamat, presidente della commissione dell’Ua e altri leader che hanno partecipato alla riunione.

Il tono rimane conciliante, ma sembra fermo. Più di quello utilizzato in precedenza da sei leader della Sadc (Southern African Development Community). I politici dell’Africa australe si erano semplicemente congratulati con le autorità della Rd Congo per aver tenuto le elezioni in un contesto difficile e chiedevano alla comunità internazionale di non interferire negli affari interni di Kinshasa.

Nella Rd Congo, la dichiarazione dell’Ua è accolta positivamente da Martin Fayulu, candidato della coalizione Lamuka, che rivendica la vittoria. «È del tutto inopportuno esercitare qualsiasi pressione su un tribunale [costituzionale] che è chiamato a prendere una decisione che è attesa da milioni di congolesi su una questione importante quanto le elezioni», ha detto. Me Aimé Kilolo, portavoce di Emmanuel Ramazani Shadary, candidato vicino a Joseph Kabila ha aggiunto: «La Corte costituzionale è l’unica in grado di dirimere il contenzioso relativo alle elezioni presidenziali».

Il segretario generale dell’attuale maggioranza al potere nella Rd Congo e presidente dell’Assemblea nazionale, Aubin Minaku, ha assicurato che le autorità congolesi accetteranno il dialogo con l’Ua.

Corneille Nangaa, il presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), non ha invece voluto reagire. Anche l’Udps, il partito di Felix Tshisekedi, dichiarato vincitore dell’elezione presidenziale del 30 gennaio secondo i risultati provvisori della Ceni, non si è espresso.

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