La 39° sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Africana (Ua) si è conclusa ad Addis Abeba con l’elezione formale di Evariste Ndayishimiye, presidente del Burundi, alla presidenza di turno dell’organizzazione per l’anno in corso. Ndayishimiye succede al capo di Stato angolano Joao Lourenço. Il nuovo ufficio di presidenza comprende il Ghana come primo vicepresidente e la Tanzania come secondo vicepresidente.
Nel suo discorso di insediamento, il presidente burundese ha sottolineato la necessità di rafforzare la voce dell’Africa a livello internazionale per costruire un mondo più equo e inclusivo, promettendo una guida basata sull’ascolto e sulla cooperazione per affrontare sfide quali l’instabilità della sicurezza, le tensioni economiche e gli impatti climatici. Durante il vertice è stato lanciato il tema dell’anno 2026, focalizzato sulla sicurezza idrica e sui sistemi igienico-sanitari sostenibili per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2063.
L’Assemblea ha espresso profonda preoccupazione per la persistenza di conflitti, terrorismo e cambiamenti di governo incostituzionali in diverse parti del continente. I leader africani hanno ribadito l’impegno per la politica di “tolleranza zero” verso i colpi di Stato e la volontà di “mettere a tacere le armi” in Africa. Sul piano della governance globale, è stata confermata la posizione comune africana per la riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, chiedendo una rappresentanza equa del continente.
Alla cerimonia di apertura hanno partecipato, tra gli altri, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Guterres in particolare ha ribadito l’importanza del partenariato strategico tra Onu e Ua per la pace e lo sviluppo sostenibile. L’Assemblea ha inoltre adottato relazioni riguardanti l’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) e ha discusso uno studio sulle implicazioni della colonizzazione come crimine contro l’umanità.


