Rd Congo | Il morbillo uccide più dell’ebola

di Enrico Casale
morbillo

Nella Rd Congo il morbillo uccide più dell’ebola. Dall’inizio dell’anno, la malattia esantematica ha provocato la morte di quasi cinquemila persone in tutte e 26 le povince del Paese.

La Rd Congo sta combattendo il peggior focolaio del mondo: per affrontarlo, medici e infermieri devono affrontare tra immense sfide logistiche. Il Paese è vastissimo e non ha buone strade di collegamento. Il personale sanitario deve spostarsi in zone impervie, spostarsi lungo i corsi d’acqua e deve portare con sé i medicinali e i vaccini. Un compito difficilissimo che non sempre riesce a raggiungere tutti i malati.

Secondo il ministero della Salute di Kinshasa sono stati registrati più di 240.000 casi da gennaio a novembre, rendendo il 2019 di gran lunga l’anno peggiore in un decennio. Sebbene quattro milioni di bambini siano stati vaccinati, gli esperti affermano che meno della metà dei bambini del Paese è stata raggiunta e non ci sono abbastanza vaccini disponibili.

Il morbillo è un’infezione altamente contagiosa causata da un virus del genere morbillivirus, facilmente trasmesso per via aerea. L’agente patogeno è trasmesso dal malato all’individuo sano attraverso le goccioline infette diffuse nell’ambiente dai colpi di tosse e starnuti. La contagiosità inizia 2-3 giorni prima dell’eruzione cutanea e si protrae per circa cinque giorni dal suo inizio.

Le rare ma gravi complicanze del morbillo lo rendono la più temuta tra le comuni malattie infettive dell’infanzia: globalmente si contano tra le 30 e le 100 morti ogni centomila persone colpite. Si riscontrano con maggiore frequenza nei neonati e nelle persone che presentano una condizione di compromissione del sistema immunitario.

Tali complicanze includono sia situazioni cliniche non abituali causate dal virus stesso, sia condizioni determinate da sovra-infezioni batteriche che possono causare otite, laringite, polmonite o encefalite. In quest’ultimo caso, particolarmente raro, sussiste la possibilità di danni neurologici permanenti.

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