Rd Congo | Covid-19? È solo l’ultima minaccia

di Enrico Casale
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Il sistema sanitario della Rd Congo ha bisogno di fondi e di un sostegno urgente da parte delle organizzazioni internazionali. A denunciarlo è l’Unicef, agenzia Onu per l’infanzia, secondo la quale, senza un aiuto, il futuro dei bambini congolesi sarà distrutto.

Il Paese, grande più di sette volte l’Italia,  vive da tempo una situazione di profonda instabilità politica e militare che rende difficile una lotta efficace contro cinque malattie mortali: malaria, morbillo, colera, coronavirus ed ebola.

Nel 2019 la Rd Congo ha dovuto affrontare 16,5 milioni di casi di malaria, che quando non è mortale, è comunque invalidante; e ha sofferto la peggiore epidemia di morbillo al mondo, che ha ucciso migliaia di bambini sotto i cinque anni. Il colera è endemico e lo scorso anno ha colpito oltre 30.000 persone.

Sebbene sia stata dichiarata finita l’epidemia di ebola, si teme che qualche focolaio possa riaccendersi soprattutto nelle regioni orientali dove operano decine di milizie e un milione di persone sono state sfollate. Un ambiente che non favorisce l’intervento di aiuti dall’esterno e un efficace contrasto a uno dei virus più minacciosi della storia africana.

Se non bastassero queste malattie, ora anche il Covid-19 si è affacciato in Rd Congo. Sebbene il numero di casi sia relativamente basso (ufficialmente un’ottantina, con una decina di morti), ci sono timori di una catastrofe se dovesse espandersi su tutto il territorio. «Il rischio – segnalano alcuni missionari – è che, alle numerose vittime del virus, si aggiungano quelle di una possibile carestia. La paura ha già da alcuni giorni destato un grande allarme che ha fatto schizzare in alto i prezzi dei generi alimentari. Migliaia di persone che vivono con due euro al giorno non possono più permettersi il minimo per tirare avanti. E la situazione potrebbe diventare più drammatica nelle prossime settimane».

L’Unicef ​​ha invitato il governo di Kinshasa a iniettare più risorse nel sistema sanitario e a collaborare con le organizzazioni internazionali. Altrimenti, sostengono i responsabili delle Nazioni Unite, la vita di molti bambini congolesi sarà distrutta da malattie prevenibili e curabili.

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