Nigeria, Lagos in fiamme

di Enrico Casale
Nigeria scontri
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In Nigeria continuano gli scontri. I manifestanti hanno attaccato la prigione di Lagos e si sono scontrati con le forze dell’ordine nonostante il coprifuoco imposto dalle autorità. La polizia ha confermato l’attaccato al penitenziario nell’esclusivo quartiere di Ikoyi. Scontri si sono registrati anche in altre città e, in particolare, ad Abuja, la capitale (nel video).

La comunità internazionale, compresa l’Unione africana, ha condannato la violenza. L’esercito nigeriano ha detto che le sparatorie erano fake news e il ministro della polizia, Muhammad Maigari Dingyadi, ha dichiarato alla Bbc che agli agenti non è stato ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti. «Non posso dire chi è stato coinvolto nella sparatoria – ha affermato -, sicuramente non la polizia. I soldati negano il loro coinvolgimento».

Il presidente Buhari non ha ancora commentato pubblicamente mentre il vicepresidente della Nigeria ha promesso giustizia per le vittime. Yemi Osinbajo ha detto che il suo «cuore è con le vittime della sparatoria, con i poliziotti e con chiunque abbia perso la vita».

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