La variabile africana, di Raffaele Masto

di Matteo Merletto
la variabile africana

Sul nuovo libro di Masto, firma storica della nostra rivista, abbiamo zoomato con un’anteprima nel numero scorso, incentrata sul tema delle ricchezze minerarie nella Rd Congo. Rimane da aggiungere qualcosa sull’insieme del libro. L’autore è un giornalista molto attento all’Africa e alle dinamiche economiche che la attraversano, ma non per snocciolare cifre ed esercitarsi in scenari bensì per mostrarne l’impatto sulla vita reale della gente. Per farlo, questa volta ha scelto Mozambico, Costa d’Avorio, Sierra Leone e Sud Sudan, anche se sono inevitabilmente presenti anche altri Paesi (come il citato Congo, la Nigeria…), con casi esemplari come la corsa all’oro, ai diamanti, al petrolio, alle terre coltivabili. Che significa anche lavoro schiavo, declino dell’agricoltura familiare, conflitti, movimenti migratori… Puntualmente, le persone si ammazzano di fatica nell’illusione di un miglioramento della vita, che però vedono solo i capitali stranieri e le nuove classi locali che sanno cavalcare l’onda. La Cina e altri Paesi “nuovi” (Arabia Saudita, India, Malaysia…) si avventano sul continente; le vecchie potenze coloniale cercano di reggere l’urto.

Sono reportage, condotti in Paesi dove Masto si è recato più volte a distanza di anni e in cui egli arricchisce quello che vede – che già non è poco, anzi è l’essenziale – con pezzi di storia e altre informazioni che permettono di farsi un’idea delle situazioni non solo emozionale. E che ci fanno toccare con mano che l’Africa non è solo «un mostro agonizzante» oppure, al contrario, «il luogo in cui il capitale internazionale può ottenere la migliore remunerazione di sempre», come vorrebbero le due grandi narrazioni odierne. Il contrasto fra le capitali divenute irriconoscibili in pochi anni per il boom edilizio e di servizi, e le campagne dove tutto sembra fermo, rende plasticamente la complessità dell’Africa odierna. «Una indagine davvero illuminante sull’Africa deve ancora avere luogo – ammonisce l’autore citando Wole Soyinka – e non finge di accadere neanche nelle pagine di questo libro».

Egea, 2019, pp. 181, € 18,50

(Pier Maria Mazzola)

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