La cooperazione Italia-Senegal produce frutti e prosegue

di Valentina Milani
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Circa 45 milioni di euro o più di 29 miliardi di franchi cfa sono stati iniettati nell’ultimo triennio nell’ambito del programma di cooperazione italo-senegalese. Lo ha detto il ministro senegalese dell’Economia, della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale, Amadou Hott, in occasione della revisione congiunta della cooperazione tra i due Paesi, che si è tenuta ieri. L’evento, organizzato in videoconferenza, è stato co-presieduto da Hott e dalla vice ministra italiana degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni.

Nel suo discorso, Hott ha dichiarato inoltre che “l’Italia è uno dei principali partner del Senegal e che gli interventi italiani sono pienamente in linea con il Programma d’Azione Prioritaria Rivisto
e Accelerato (Pap 2A) del periodo 2019-2023”. Sereni ha confermato che il Senegal rimane un paese prioritario per la cooperazione allo sviluppo italiana, uno dei più importanti a livello strategico e tra i principali beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo italiano.

“Oggi abbiamo esplorato lo straordinario potenziale di sviluppo della cooperazione tra Senegal e Italia, prendendo attentamente in esame tutti gli strumenti per sfruttare al meglio le opportunità che abbiamo di fronte e per far tesoro delle lezioni apprese durante la realizzazione dei progetti”, ha affermato. “Il Senegal è infatti un Paese dove i numerosi progetti messi in campo dalla Cooperazione Italiana – finanziati con un ammontare stimabile in 15 milioni di euro all’anno tra crediti d’aiuto e doni – si stanno focalizzando sul raggiungimento di risultati collettivi, concreti e misurabili, soprattutto grazie ai solidi partenariati multi-stakeholder, alla forte enfasi sulla ownership del Paese e all’approccio inclusivo e partecipativo, che si traduce in un’attenzione specifica ai gruppi più emarginati e vulnerabili”.

La revisione congiunta Senegal-Italia per gli anni 2017-2020 si è focalizzata in particolare sulla valutazione dell’efficacia tecnica e finanziaria degli interventi, sulla valorizzazione delle buone
pratiche e delle sinergie tra i vari programmi in corso, sull’identificazione delle possibili sfide e la condivisione dei risultati. Sono stati riaffermati l’impegno politico e finanziario dell’Italia in Senegal, così come i settori prioritari di intervento: sviluppo rurale e gestione delle risorse naturali, occupazione e settore privato, educazione e sviluppo umano, con programmi complessivi nell’ordine di 160 milioni di euro nel periodo 2017-2020.

L’evento organizzato ieri ha raccolto inoltre gli interventi dell’ambasciatore d’Italia a Dakar, Giovanni Umberto De Vito, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), di rappresentanti di Cassa Depositi e Prestiti, dei ministeri tecnici coinvolti, dell’unità di gestione dei programmi Aics, e di esponenti della società civile, delle agenzie delle Nazioni Unite e dei principali partner allo sviluppo che operano in Senegal.

Il contributo offerto dall’Italia nella messa in atto delle politiche governative di sviluppo economico e sociale è stato apprezzato come un importante sostegno alle più recenti riforme nazionali e agli sforzi in corso per un rilancio sostenibile e inclusivo post-pandemia. In questo senso è stata raccomandata la formulazione di un nuovo programma Paese Senegal-Italia 2022-2025.

Altre raccomandazioni hanno riguardato il miglioramento del sistema di monitoraggio, valutazione e di reporting, i temi trasversali della disabilità, del genere, della migrazione e dell’ambiente, il rafforzamento della comunicazione verso i beneficiari dei progetti, la condivisione delle lezioni apprese e il rafforzamento della promozione dello sviluppo economico attraverso il sostegno alle Pmi.

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